In breve

AMMORTIZZATORI IN DEROGA: IN SICILIA SITUAZIONE DI STALLO. CGIL, SUBITO CHIAREZZA SU RISORSE E POLITICHE PER IL LAVORO

Palermo, 1 ott- Sugli ammortizzatori sociali in deroga continua la situazione di stallo. Mentre le istanze, rispetto all’anno scorso si sono moltiplicate, non c’è ancora chiarezza sulle risorse a disposizione, e non c’è neanche il nuovo accordo quadro. Lo denuncia la Cgil Sicilia, che con la segretaria confederale Monica Genovese, ha partecipato oggi al tavolo sull’argomento presso l’assessorato regionale al lavoro. Dalla ricognizione effettuata al 30 settembre risultano presentate in Sicilia istanze per cassa integrazione in deroga per 314 milioni, contro i 193 milioni che sono serviti l’anno scorso per il complesso degli ammortizzatori sociali in deroga. Di questi sono stati erogati solo 50 milioni dei 129 per cui esistono già i decreti. Mancano invece decreti per 185 milioni da attribuire e tra i settori ancora scoperti c’è la formazione professionale. “La situazione è drammatica- dice Genovese- e né dal governo nazionale né da quello regionale ci sono finora risposte soddisfacenti”. Su piano nazionale manca ancora il riparto dei fondi, “mentre su quello regionale- aggiunge- il governo deve ancora chiarire le risorse che intende mettere a disposizione oltre i 240 milioni del Fse”. La Cgil al tavolo ha chiesto anche l’immediata definizione del nuovo accordo quadro e l’accelerazione di tutte le procedure, oltre all’estensione degli ammortizzatori a settore per ora scoperti come il trasporto pubblico locale, la sanità privata le partecipate. “Questa situazione- commenta Genovese- è il frutto delle mancate politiche di sviluppo e per il lavoro sia del governo nazionale che di quello regionale. Invece di parlare di art. 18- aggiunge- Renzi pensi a risolvere i problemi reali del Paese e della gente con misure diverse di politica economica e per il lavoro.  E Crocetta capisca una buona volta – sottolinea -che siamo al capolinea, che vanno trovati finanziamenti per le tutele ma anche attivate subito misure di politiche attive del lavoro e di contrasto alla povertà”.
2014 dac

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