In breve

Salute: Cgil, “La medicina del territorio è la leva per rilanciare il sistema sanitario pubblico e garantire il diritto alla Salute per tutti”. Le proposte del sindacato alle forze politiche

Palermo, 18 lug- “Stretta tra spending review e piani di rientro nella sanità siciliana  si è persa la centralità del paziente. Recuperarla significa superare ritardi e inefficienze e poter proporre un’offerta sanitaria realmente in grado di dare risposte al diritto alla salute e di darle per tutti”. Lo sostiene la Cgil Sicilia che ha organizzato oggi un dibattito a Palermo per lanciare le proprie proposte e sottoporle alla politica anche in vista della fase di campagna elettorale che va ad aprirsi. “Chiediamo- ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro- che il buon funzionamento del sistema sanitario, assieme al lavoro,  diventi una delle priorità della prossima legislatura: è questo il senso della riflessione di oggi”. Parliamo della Sanità in una regione dove le precarie condizioni socio- economiche (indice di povertà  al 22,8%) hanno reso una prassi la rinuncia alla cura. I dati ufficiali dicono che nel 2016 le prestazioni sanitarie sono diminuite del 14,4%, il ricorso alla specialistica ambulatoriale dell’11,2% e quello ai Pronto Soccorso del 20,5% . Ecco perché tra le richieste della Cgil c’è anche l’abolizione dei ticket. Il contesto è inoltre quello di una regione dove  la mortalità evitabile legata alla qualità della vita è superiore a quella nazionale e dove la mortalità infantile è di 5 su 1.000 nati contro i 3/1000 della media nazionale. “Un quadro generale dunque – ha detto Elvira Morana, responsabile  socio- sanitario alla Cgil regionale- che rende  fondamentale superare la frammentazione del sistema sanitario con un adeguato assetto della medicina del territorio che accompagni il riassetto della rete ospedaliera. La sfida della deospedalizzazione- ha specificato – .si vince con la qualità dei servizi alternativi , da costruire nel raccordo  tra assessorato alla Salute e assessorato agli Enti locali, per assicurare un’adeguata programmazione socio- sanitaria”. Morana ha auspicato “un patto sociale da costruire attraverso un confronto serrato con le parte sociali e i territori per condividere le previsioni dei Piani aziendali con un successivo raccordo nell’ambito di una cabina di regia regionale”.  La Sicilia è anche una regione  che vedrà, secondo le stime Istat , un progressivo invecchiamento della popolazione – dal 2020 al 2015 quella  over 65 passerà dal 23,1% al 29,8% –  con un incremento prevedibile delle cronicità.   “La valorizzazione del livello territoriale può rappresentare in questo contesto la leva per rilanciare il sistema pubblico, garantendo a tutti il diritto alla Salute”, ha rilevato Filippo Romeo, responsabile Salute della Cgil Sicilia. In proposito la Cgil propone una nuova strutturazione dell’assistenza primaria con la “Casa della Salute” , “come condizione- ha detto Romeo per rendere possibile l’unitarietà e l’integrazione dei livelli assistenziali attraverso la contiguità spaziale di servizi e operatori”. Queste strutture dovrebbero “articolare risposte flessibili a bisogni come quello dell’assistenza domiciliare per bacini di 10.000 persone di cui le Case della Salute- ha sottolineato Romeo- diventerebbero il Presidio socio- sanitario di riferimento”.  La Cgil chiede che i livelli essenziali di assistenza (Lea) siano garantiti in Sicilia come nel resto d’Italia. In tema di sanità privata,  che per il sindacato “deve essere non  sostitutiva ma complementare rispetto a quella pubblica, la Cgil chiede la revisione dei sistemi di accreditamento sulla base di standard di qualità e di sicurezza e controlli successivi.  Per quanto riguarda il personale le richieste sono l’incremento delle dotazione organiche e il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.
2017 dac

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