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CGIL SICILIA CHIEDE A ENTI LOCALI DI INTRODURRE PROGRESSIVITA’ NELL’APPLICAZIONE DELLE ALIQUOTE. APPELLO AI PARTITI DEI COMUNI DOVE SI VOTA

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Palermo, 13 marzo- La Cgil siciliana, con la segretaria generale Mariella Maggio, chiede alla Regione e ai Comuni l’introduzione della progressivita’ nell’applicazione delle aliquote Irpef. E nei comuni dove si vota, a partire dal capoluogo, lancia un appello ai partiti a far propria e a sostenere questa richiesta. Il sindacato e’ infatti allarmato dagli orientamenti degli enti locali (vedi il Comune di Palermo), che annunciano l’incremento dell’imposta sulle persone fisiche, che si accompagna all’introduzione dell’Imu con l’allargamento della base imponibile, “in una regione che gia’ – sostiene Maggio- sconta un’altissima pressione fiscale relativa”.
La sindacalista ne ha parlato a Reggio Calabria, durante la manifestazione “Unita e fondata sul lavoro, solo cosi’ l’Italia esce dalla crisi, libera da leghismi, ribellismi e corporativismi”, promossa dalla Cgil di quattro regioni (due del nord e due del sud) per chiedere al governo Monti “interventi – ha specificato Maggio- per una crescita equilibrata di tutto il paese in una dimensione unitaria, rimettendo al centro il lavoro, i diritti e la lotta contro l’illegalita’ e la criminalita’”.
“In Sicilia- ha sottolineato Maggio- si pagano le tasse senza avere un adeguato ritorno in termini di servizi alla collettivita’. Un ulteriore, indiscriminato aumento – ha sottolineato- suona dunque come una beffa: per questo bisogna introdurre il principio della progressivita’ per l’Irpef, tema su cui l’intervento e’ possibile. Chiediamo dunque a tutti gli enti locali di dare il via alle trattative col sindacato su questo argomento”. Quanto all’intervento del governo nazionale Maggio ha detto che “la ripresa del paese non puo’ passare esclusivamente attraverso una politica economica fondata sull’equilibrio di bilancio ma sono necessari interventi per una crescita che, attraverso investimenti adeguati e un’equa politica fiscale punti al superamento di precarieta’, poverta’ e differenze sociali”.
2012 dac

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