SINDACATI E IMPRENDITORI MARCIANO ASSIEME PER IL LAVORO PRODUTTIVO E LO SVILUPPO. 25 MILA IN PIAZZA A PALERMO

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Palermo, 1 marzo- Ha superato per partecipazione le previsioni degli organizzatori la “Marcia regionale per il lavoro produttivo”, che si e’ svolta oggi a Palermo su iniziativa di un cartello di 17 sigle sindacali e imprenditoriali. Si parla di oltre 25 mila persone, in piazza per chiedere una inversione di tendenza nelle politiche regionali e nazionali per la Sicilia. Una Sicilia che boccheggia con migliaia di aziende che chiudono battenti, oltre mezzo milione di disoccupati, la disoccupazione giovanile giunta a quota 41%, una donna su due che non lavora, 35 mila Neet, giovani cioe’ tagliati fuori dal mondo del lavoro, dell’istruzione, della formazione. Un’isola dalla quale oggi si e’ levata corale la voce di sindacati e associazioni di impresa, che hanno voluto realizzare una iniziativa inedita, per sottolineare la gravita’ della situazione e la necessita’ che qualcosa cambi. E’ di pochi titoli la piattaforma congiunta di sindacati e imprese a rimarcare che non si chiede la luna ma di cominciare a invertire la rotta, pena il futuro della Sicilia. Molte le adesioni alla manifestazione (dalle associazioni antiracket, agli studenti, a varie diocesi), che dopo il corteo, che ha sfilato per via Liberta’, si e’ aperta con un omaggio a Falcone e Borsellino, per sottolineare, il valore e l’importanza della legalita’. Dal palco si sono poi susseguiti alcuni interventi di lavoratori, giovani e imprenditori: le “voci della crisi”, ognuna della quale ha portato la sua esperienza. Una crisi quasi alla disperazione, la determinazione ad adoperarsi perche’ qualcosa cambi, perche’ ci siano soluzioni, la necessita’ di una politica nuova che guardi allo sviluppo e all’occupazione produttiva lasciandosi alle spalle l’assistenzialismo, il clientelismo, il cattivo utilizzo delle risorse pubbliche: questi i temi emersi. E il “ritorno alla buona politica” e’ stato invocato durante il corteo dalla segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio “quella- ha detto- che guarda agli interessi dei cittadini. Occorre creare sviluppo e occupazione -ha aggiunto la segretaria della Cgil- investendo sul territorio, valorizzandone le vocazioni, soprattutto in quei segmenti meno suscettibili di delocalizzazioni”.Per Maggio sono “necessarie operazioni a breve termine, rimodulando le risorse europee e spendendole per favorire l’occupazione in generale, quella giovanile e femminile, i processi di reimpiego ,per rilanciare il tessuto produttivo, per lo sviluppo”. “Quello che adesso ci aspettiamo- ha aggiunto la sindacalista- sono iniziative concrete, segnali forti sul fronte della lotta agli sprechi e alle inefficienze,lo sblocco delle opere immediatamente cantierabili”.”Chiediamo inoltre- ha proseguito- un accesso al credito piu’ facile per le famiglie e per le imprese, mirato anch’essso alla qualita’ e allo sviluppo”. Quanto all’azione del governo nazionale Maggio ha detto che “e’ auspicabile che il progetto Barca venga usato per le finalita’ per cui e’ nato. Questa e’ un’opportunita’ che ci viene data e non va sprecata, anche se- ha sottolineato- e’ evidente che dal governo nazionale ci aspettiamo anche altro: l’intervento sui grandi gruppi come Anas e Fs per bloccarne il disimpegno in Sicilia e indurli alla ripresa degli investimenti. Inoltre- ha ancora detto- misure per lo sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali, per creare occupazione e condizioni migliori per gli investitori e per la cittadinanza”.Per Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia,”la manifestazione di oggi dimostra che le parti sociali guardano all’interesse generale della Sicilia. La politica- ha aggiunto- metta in campo riforme e proposte. Non chiediamo tavoli rituali-ha sottolineato- ma azioni concrete che ci facciano uscire dal parassitismo, all’assistenzialismo, da politiche sbagliate che non servono alla Sicilia”. Ora la parola passa alla politica.(Daniela Ciralli)

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