In breve

CGIL, SU FONTI ALTERNATIVE DA REGIONE SOLO PUBBLICITA’ INGANNEVOLE DI COSE NON FATTE. PEARS E REGOLAMENTO DA RIVEDERE

Print Friendly, PDF & Email

Palermo, 20 aprile- “L’iniziativa della regione in tema di energie alternative si e’ rivelata in questi anni inadeguata, confusionaria e tardiva e anche eventi come quello di oggi, l’Energy day promosso dall’assessorato all’energia ( al quale partecipano anche le parti sociali), si configura piu’ che altro come pubblicita’ ingannevole di qualcosa che non e’ stato fatto”. Lo sostengono Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil, e Alfio La Rosa, del dipartimento territorio e ambiente del sindacato a proposito del dibattito organizzato dalla Regione sul “patto dei sindaci”. Il suddetto patto, con cui la Regione si propone come struttura di supporto ai comuni, rileva la Cgil, e’ stato siglato nel 2010 ma fino ad oggi l’unita’ di assistenza tecnica non e’ nata. Il sindacato contesta alla Regione anche “i ritardi nella spesa dei fondi europei che hanno causato il taglio di quasi 100 milioni destinati alle attivita’ produttive nel settore delle energie alternative e dell’efficienza energetica, al monitoraggio delle reti e alla mobilita’ sostenibile. “Non sono mai stati perseguiti- osservano Riolo e La Rosa- gli obiettivi del piano energetico del 2009, che doveva indurre nella nostra regione una `rivoluzione energetica’, e che oggi risulta superato al punto da rendersi necessaria la sua riscrittura”. Non si e’ insomma fatto nulla sul risparmio energetico, rileva la Cgil, su formazione e informazione “mentre solo ora si ripropone (con la Finanziaria) il fondo di garanzia per le famiglie e le piccole e medie imprese, argomento su cui si sono persi due anni durante i quali e’ stato tagliato il 35% degli incentivi. Temiamo peraltro- sottolineano Riolo e La Rosa- la mancanza ancora una volta di un regolamento semplice e trasparente che premi gli impianti non speculativi e soprattutto quelli per autoconsumo nell’ottica dello sviluppo delle energie verdi secondo una strategia complessiva di modifica del modello energetico attuale”. Quella della mancanza o inadeguatezza dei regolamenti attuativi, sottolineano i due esponenti della Cgil, “e’ del resto una vecchia piaga: dal primo regolamento per il Pears, contestato da imprese e magistratura, al secondo che non consente ad esempio la costruzione di impianti di minieolico. Tutto cio’ mentre nessun intervento e’ stato fatto – affermano Riolo e La Rosa- sulla connessione degli impianti alla rete elettrica di distribuzione, vero elemento frenante dello sviluppo delle energie rivnnovabili”. Rivedere il Piano energetico e ambientale della Sicilia e il regolamento di attuazione per le autorizzazioni, “e’ dunque urgente- sottolinea la Cgil-anche alla luce del decreto del 2 aprile che obbliga a ripartire tra le regioni la quota di produzione da rinnovabili per rispettare gli obiettivi europei al 2020, rispetto ai quali bisogna peraltro andare oltre”.2012 dac

Sii il primo utente a commentare

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.