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PARI OPPORTUNITA': CGIL, CISL E UIL SCRIVONO A FORNERO E SERVIDORI

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Palermo 2 agosto- “L’ennesimo strumento di potere e clientela, a disposizione della politica”. È così che Cgil Cisl e Uil siciliane bollano, con una lettera inviata stamani al ministro del Lavoro Elsa Fornero e alla consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori, la legge varata dall’Ars lunedì 30 luglio per la “Istituzione della Commissione regionale per la promozione di condizioni di pari opportunità tra uomo e donna nella Regione”. Così, scrivono Elvira Morana (Cgil), Daniela De Luca (Cisl) e Ester Vitale (Uil), “alla vigilia delle dimissioni del presidente della Regione Lombardo, nel pieno della tempesta economico-finanziaria che ha portato la Sicilia alla ribalta della stampa nazionale per il rischio default, l’Ars non ha trovato accordo sulla spending review ma ha varato ben sette disegni di legge” tra i quali, appunto, quello sulle condizioni di parità tra i sessi. Per anni, denunciano i sindacati, le nostre organizzazioni hanno avanzato “invano” proposte concrete in tema di politiche di genere. Le norme varate però sono un’altra cosa: rispondono alla mera “logica preelettorale di raccolta del consenso”. Tant’è che, rilevano, “il potere di designazione delle componenti è attribuito al presidente della Regione” tout court. E lo stesso impianto propagandistico, aggiungono Morana, De Luca e Vitale, si coglie nell’altra legge, approvata sempre il 30 luglio, che introduce il quoziente familiare in Sicilia ma “senza alcun confronto con le parti sociali e a conclusione di una legislatura priva, come le precedenti, di qualsiasi strategia politica di reale sostegno alle famiglie siciliane”. Cgil Cisl e Uil, inoltre, contestano che “persino la quota regionale dei 40 milioni di euro espressamente stanziati nel 2010 dal ministero delle Pari opportunità per il Piano di conciliazione” lavoro-famiglia, delle Regioni, sia stata impiegata, in Sicilia, “per scopi non meglio precisati”. Rimarcano che anche l’importante ruolo delle consigliere di parità, in questo modo, “rischia di perdere efficacia e valore”. E invocano, “con urgenza, responsabilità, impegno e indirizzi strategici” per un cambio di passo della politica “nel segno del risanamento, per riprendere la strada della crescita”.

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