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INDUSTRIA: LANDINI (FIOM), PER SETTORE GRAVE QUELLO CHE MONTI FA MA ANCHE QUELLO CHE NON FA

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Palermo, 17 ott- “Il governo Monti continua ad appoggiare scelte e accompagnare processi che hanno portato l'industria alla situazione in cui e’. E’ grave quello che il governo fa, ma anche quello che non fa per correggere gli errori del governo Berlusconi”: lo ha detto Maurizio Landini, segretario della Fiom nazionale a proposito dello sciopero generale del settore metalmeccanico che la Fiom ha proclamato per il 16 novembre contro le politiche del governo Monti e Federmeccanica. Landini ha rilanciato la richiesta della Fiom di “un piano straordinario di investimenti pubblici e privati”, e criticato “l’assenza di un piano per l’industria in un contesto in cui i grandi gruppi e le aziende pubbliche non investono e attaccano i diritti. Per noi- ha specificato il segretario della Fiom- difendere il lavoro significa chiedere un piano industriale e riaffermare i diritti, a partire da quello al contratto nazionale. E invece siamo di fronte all’assenza totale del governo, le cui uniche politiche sono a danno delle persone che lavorano e dello Stato sociale”. Ed e’ proprio per riaffermare i diritti, ha sottolineato Landini, che “la Fiom promuove il referendum per ripristinare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e per cancellare l’art.8 della legge Sacconi, voluto dalla Fiat, che introduce deroghe inammissibili”. A proposito di contratto, Landini ha detto che “ se ci dovesse essere un accordo separato la Fiom non lo riconoscera’ e mettera’ in campo tutte le iniziative possibili per impedirne l’applicazione. Saremmo infatti di fronte- ha specificato- alla rottura del Ccnl. Siamo oggi di fronte- ha sostenuto- al tentativo delle imprese di capovolgere il quadro delle relazioni sindacali, a una deriva di fronte alla quale il tema della legge sulla rappresentanza diventa un punto politico decisivo per affermare i diritti dei lavoratori”. La Fiom propone un accordo “per il lavoro e la difesa del sistema industriale” che si fondi sull’esclusione di un accordo separato, sulla garanzia del governo di defiscalizzazione dei fondi erogati, sull’impegno delle imprese a non chiudere.
2012 dac

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