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DONNE: CGIL, CRISI SI E’ ABBATTUTA PESANTEMENTE SU GIA’ DIFFICILE SITUAZIONE. SINDACATO CHIEDE INTERVENTI

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Palermo, 28 marzo- La crisi economica sta avendo in Sicilia risvolti pesanti sull’occupazione femminile e, questo, assieme a un welfare inadeguato, sta determinando un complessivo peggioramento della condizione delle donne . Se ne è discusso oggi a Palermo nel corso di un convegno della Cgil Sicilia. A fare il quadro della situazione è stata Elvira Morana, della segreteria regionale Cgil. Solo una donna su cinque nell’isola è occupata- sono i dati diffusi dalla Cgil- il tasso di occupazione femminile sconta un gap con l’Italia di 18 punti, essendo nell’isola pari a 28.6% contro il dato nazionale pari a 47,1%. La disoccupazione femminile si attesta al 20,6% contro l’11,9% dell’Italia; nonostante le laureate siano il 20%, contro l’11 degli uomini, permangono sia la sottoccupazione che il sottoinquadramento con solo il 26,3% di donne in ruoli di dirigenza. “Il 20% delle occupate- ha aggiunto Morana- ha contratto a termine o collaborazioni occasionali, denotando un quadro di grande precarietà”. Anzi, è questo il muro su cui, ha rilevato Morana, “si è infranto in Sicilia il progetto Europa –donna”: “Mentre sono rimasti al palo i progetti sul welfare e le politiche di conciliazione – ha sottolineato – l’incentivazione all’occupazione è avvenuta sotto la forma dell’incremento della precarietà”. La Cgil è convinta che dalle donne possa venire un forte impulso alla ripresa economica e all’uscita dalla crisi e in quest’ottica chiede interventi anche a livello regionale. “Al governo Crocetta- ha detto Morana- chiediamo di impostare un nuovo modello di sviluppo che unisca lavoro, cura, tempo libero, welfar e saperi. Per affrontare le questioni della parità – ha proseguito- sollecitiamo inoltre il varo di una legge regionale sulla cittadinanza di genere, su cui convogliare risorse comunitarie e fondi del bilancio regionale, in grado di produrre interventi sistematici a partire dalla legge elettorale regionale con la doppia preferenza di  genere”. Le richieste della Cgil non si fermano qui: secondo il sindacato partendo da un monitoraggio della situazione con la creazione di una banca dati e coinvolgendo il Coordinamento di genere costituito nel 2011 ”vanno programmati progetti per il reinserimento al lavoro dopo la maternità, per la conciliazione lavoro famiglia, per la pianificazione del tempo pieno nella scuola primaria”. Morana ha detto che “occorre anche dare impulso al welfare portando a compimento piani già esistenti e finanziati, come quello per implementare gli asili nido per cui sono disponibili 268 milioni del Piano di azione e coesione, e quello per portare al 3,5% l’assistenza domiciliare integrata. Chiesto anche il varo di una specifica legislazione per l’integrazione socio- sanitaria”. “In una regione dove la crisi ha pure determinato il calo della natalità, con 1.310 nascite in meno nell’ultima rilevazione rispetto all’anno precedente,- ha osservato Morana- deve essere valorizzato il potenziale delle donne, la loro forza per il rilancio dell’economia, uno stato sociale inclusivo, il miglioramento delle condizioni generali”.
2013. dac

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