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FONDI UE: CGIL, MEGLIO SU RISORSE IMPEGNATE, MA SPESA DEL FSE DI FATTO FERMA

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Palermo, 26 giu- “E’ vero che l’impegno di spesa della Sicilia sul programma operativo Po- Fse (Fondo sociale europeo) è migliorato, anche grazie all’Avviso 20, ma la spesa certificata al 31 maggio, cioè dopo cinque anni di programmazione, si attesta a soli 450 milioni di euro circa sul totale di 1,6 miliardi di dotazione complessiva della programmazione 2007/2013. Sul piano giovani, inoltre, la nostra Regione sconta un inammissibile ritardo di un anno”: lo rileva la Cgil Sicilia, che ha partecipato ieri al Comitato di sorveglianza sul Fse . “Da parte dei rappresentanti dell’Ue- riferisce Giusto Scozzaro, presente per i sindacati Confederali alla riunione del Comitato- è venuta una netta critica rispetto alla capacità di spesa della regione su obiettivi importanti come il mercato del lavoro e la Formazione professionale, attribuita alla non adeguata azione dell’amministrazione che secondo l’Ue, racconta Scozzaro, “non può essere sostituita con l’assistenza tecnica”. Per recuperare la regione dovrebbe accelerare notevolmente, spendendo i residui 1,2 miliardi (la programmazione scade a fine anno ma si può certificare spesa fino a metà del 2015), cercando di centrare gli obiettivi del programma. “Fatto è – sottolinea Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia- che non si può pensare di gestire la programmazione europea senza un’adeguata macchina amministrativa e senza avere chiarezza sugli obiettivi che si intendono raggiungere, che per quanto riguarda sia il Fse e il Fesr appaiono in questo momento nebulosi”. Nei giorni scorsi Pagliaro aveva sollevato il tema del fallimento degli obiettivi del Po Fesr, chiedendo al presidente della regione, di rimuovere da un lato gli intoppi alla spesa ma di chiarire nel contempo la strategia del suo governo in proposito. Quanto al piano giovani “condividiamo pienamente- affermano Pagliaro e Scozzaro- le critiche mosse alla Regione: è inconcepibile- sottolineano- che mentre l’Ue si attrezza con politiche per il rilancio dell’occupazione giovanile, la Regione tenga non spese ingenti risorse destinate agli interventi per i giovani e che si sia accumulato tanti ritardo su un’azione che un anno fa veniva proposta con carattere di emergenza”.
2013 dac

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