FONDI UE: PAGLIARO (CGIL), NON C’E’ SOLO IL PROBLEMA DELLA SPESA MA ANCHE QUELLO DEL FALLIMENTO DEGLI OBIETTIVI DEL PO- FESR

Palermo, 19 giu- “Il problema della mancata spesa dei fondi europei, che si ripropone in tutta la sua gravità, non deve coprire una questione ancora più pesante: il fallimento ad oggi degli obiettivi del Po- Fesr”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia, che chiede “ perché nessuno guardi a questa drammatica evidenza: al fatto cioè che con i fondi Ue dell’ultima programmazione non si è creato né sviluppo né lavoro, anche quando, come nel 2012, gli obiettivi di spesa sono stati raggiunti. E’ questo – sottolinea il segretario della Cgil- il tema su cui chiediamo un’analisi approfondita e un confronto di merito per affrontare tutti i problemi sul tappeto: quelli della spesa e quelli relativi alle politiche di intervento e al modello di sviluppo che si vuole perseguire”. Pagliaro è scettico inoltre sull’esclusivo addebito alla burocrazia dei problemi che riguardano i fondi Ue: “Avrà le sue responsabilità nelle lentezze e nelle inerzie- specifica- ma certamente è mancata una politica dei governi regionali che si sono succeduti sulle scelte strategiche per lo sviluppo e la crescita”. Pagliaro ricorda che “le due rimodulazioni con lo spostamento di risorse nel piano di azione e coesione hanno traslato il baricentro degli interventi sulle infrastrutture, svuotando gli assi principali del Po- Fesr, ad esempio quelli di energia, acqua e rifiuti. Questo- afferma- ha penalizzato le imprese e non si è costruito lavoro”. Il segretario della Cgil rileva che “il poco lavoro che si è creato in Sicilia non è dipeso dai fondi europei. Tutti gli interventi sul fronte delle energie rinnovabili- spiega- sono stati fatti, ad esempio, a valere sul Conto energia, laddove questo settore è quello che ha subito nel Po- Fesr il taglio più consistente, il 48% su una media di decurtazioni del 33%”. Pagliaro lancia dunque un appello al governo regionale “a prendere realmente in mano la situazione. Le risorse europee- dice- vanno spese nei tempi indicati ma non per questo sprecate. Oltre che alla spesa si guardi dunque- conclude- anche al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo, per non perdere questo importante treno”.
2013 dac

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