In breve

SVILUPPO: DONATO (CGIL), CROCETTA PASSI ALLE AZIONI CONCRETE

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Catania, 12, set – Le eccellenze catanesi non aiuteranno ad uscire dalla crisi senza un’adeguata programmazione. A nulla valgono le promesse della Regione Sicilia e del governatore Crocetta se non si sa leggere dietro il – 70% nella gare d’appalto e negli importi a base d’asta del comparto edilizio siciliano, o se si trascurano  le opportunità europee messe a disposizione delle regioni  obiettivo 1.   Senza contare il crollo della massa salariale, dimezzatasi dal 2010 ad oggi. Lo sostiene la Cgil che ha tenuto stamani una conferenza stampa a Catania. Secondo la Cgil “l’unico modo per uscire dalla crisi consiste nello sfruttare al massimo i punti di forza del territorio” . La ricetta, secondo la Camera del lavoro è  “miscelare capacità e risorse, buone idee e impegno istituzionale.  “Crocetta ha finito la fase di studio e deve passare immediatamente alle azioni concrete. – ha detto Ferruccio Donato, della segreteria regionale Cgil- Se da un lato è vero che in dieci mesi di governo non si può fare la rivoluzione, dall’altro  le perdite di tempo si pagano care. Un problema tra i tanti? Non sappiamo cosa la Regione stia mettendo in campo sul turismo. In Sicilia abbiamo meno posti letto della sola Rimini. Dobbiamo coniugare il valore artistico con le bellezze paesaggistiche, ma non di certo saltando la programmazione. Invece Crocetta non delega e al sindacato non è dato conoscere, per esempio, se la Sicilia si stia preparando o meno per il 2015, anno dell’Expo. La stagione del 2014 è già stata venduta agli operatori internazionali.  Fondamentale è inoltre sbloccare le autorizzazioni per le imprese che investono in attività produttive”.  Per quanto riguarda Catania,  ha spiegato Giacomo Rota, della segreteria della Camera del lavoro: “La condizione diventa sempre più drammatica, e con le vertenze non ci siamo fermati neppure ad agosto, come d’altronde avviene già da due anni. Le nostre eccellenze possiedono luci ed ombre, e tra queste c’è senza dubbio la  ST Microelectronics, colosso senza più rapporti con il territorio, che non sembra voler puntare a nuovi investimenti importanti sul capoluogo etneo. Invece, abbiamo bisogno  che vengano intercettati i  miliardi di euro dell’ Europa , che saranno messi a disposizione per i paesi ad obiettivo 1. Solo con i 12 pollici Catania potrà eccellere e ritrovare valore, in tutti sensi”. Stesso principio dovrebbe valere per le aziende della Etna valley, come la Micron e la 3Sun, “o per il laboratorio Myrmex,  – ha aggiunto la segretaria confederale Margherita Patti- che a giorni rischia di lasciare a spasso circa 80 dipendenti. La città ancora aspetta che accada qualcosa, eppure i giorni trascorrono, pericolosamente. Da giorno 17 potrebbero già scattare le casse integrazioni, ma pare che questa storia non interessi sostanzialmente a nessuno, se non ai sindacati. O ancora,  per il tessile, visto che alla Bronte jeans sono state definite 170 mobilità per altrettanti dipendenti. Nessuna delle istituzioni, al momento, sembra volersi fare garante del Made in Italy”. Ha concluso Angelo Villari, segretaio della Cdlm di Catania:  “Il nostro appello, oggi, è rivolto in primo luogo alla Regione Sicilia, ma anche al sindaco Bianco  oggi noi chiediamo un confronto serio per dare risposta su questi temi. Vertenze come Myrmex, StM o 3 Sun, non vanno trattate singolarmente, ma devono far parte di una visione positiva d’insieme, una strategia  complessa ma unica. Allo stesso tavolo devono sedersi Comune, sindacati,  grandi impese locali e le università. Ma anche la messa in sicurezza degli edifici comunali potrebbe significare un’importante opportunità per molti”.

RMDN

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