In breve

CASA: SUNIA, IN SICILIA E’ EMERGENZA CON 35 MILA DOMANDE DI CASE POPOLARI GIACENTI E QUASI 4.000 SFRATTI ESECUTIVI. “REGIONE COSTRUISCA CON LE PARTI SOCIALI UNA POLITICA DELLA CASA”. OGGI IL CONGRESSO SUNIA

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Palermo, 12 marzo- In un contesto di crisi economica sempre più grave, il problema casa in Sicilia diventa ogni giorno di più un’emergenza. Le domande giacenti di case popolari sono 35 mila a fronte di un’offerta, negli ultimi due anni, di 600 alloggi; un terzo dei 70 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica è occupato abusivamente e la morosità supera l’80%. Sono alcuni dei dati emersi nel corso del primo congresso regionale del Sunia in Sicilia, che si svolge in contemporanea a quello della struttura palermitana. E’ di ieri il gesto disperato di un uomo aLeonforte, che si è dato fuoco dopo avere appreso di non avere avuto assegnata la casa popolare. “Più che un  problema di mancanza di risorse- ha detto Giusy Milazzo, segretaria regionale del Sunia-, in considerazione anche del piano casa del governo nazionale c’è un problema di mancanza di politiche in sede regionale adeguate ad affrontare la situazione”. In una regione dove la povertà relativa coinvolge un quarto della famiglie l’emergenza abitativa si legge nell’aumento del numero degli sfratti, con 3.950 richieste di esecuzione. A fronte di questo la Sicilia ha avuto assegnati per la morosità incolpevole poco più di 800 mila euro, “troppo pochi”, ha detto Milazzo osservando che “la nostra regione è stata penalizzata per non avere attivato strumenti utili ad affrontare emergenza sfratti. Ci troviamo in una situazione – ha aggiunto la segretaria del Sunia- in cui o non è stato fatto nulla o sono state fatte scelte incoerenti e dannose come l’incentivo alla vendita degli immobili di edilizia residenziale pubblica, prevista dall’ultima finanziaria regionale”.  Il Sunia chiede al governo regionale l’apertura di un confronto sull’emergenza casa, mettendo in primo luogo all’ordine del giorno la creazione di un osservatorio. “I problemi da affrontare soni tanti”, ha sottolineato Milazzo. “C’è la questione del pieno utilizzo di 270 milioni di fondi ex Gescal per la riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico, che versa in uno stato di abbandono”. Il Sunia stima peraltro che “c’è un’evasione collegata agli affitti in nero per circa 100 milioni di euro che se recuperati potrebbero essere utilizzati per nuove politiche abitative”. Queste passano anche attraverso la messa in sicurezza  e il recupero del patrimonio abitativo privato, rispetto al rischio sismico e al rischio idrogeologico che interessa il 77% dei comuni siciliani. “A Palermo- ha detto Milazzo- i palazzi a rischio sono 1.300 a Catania l’amministrazione comunale ha stimato che dovranno essere messi in sicurezza 100 mila alloggi”. Con opere di ristrutturazione che darebbero anche respiro al lavoro degli edili, duramente colpito dalla crisi in questi anni. Dal Sunia parte un allarme sul rischio di sanatoria per costruzioni abusive vicine alle coste o in zone di interesse paesaggistico.”Al momento del recepimento della sanatoria del governo Berlusconi- ha denunciato Milazzo- non sono stati inclusi i limiti. La
Regione- ha sottolineato- deve  dunque varare regole certe, anche perché la situazione non è semplice dal momento che solo nel 2013 sono state realizzate in Sicilia 2.000 costruzioni illegali”.
2014 dac

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