In breve

REGIONE: ANCHE PAGLIARO NON VA ALL’INCONTRO COL PD. NEI GIORNI SCORSI DALLA CGIL UNA LETTERA A RACITI E RENZI. E A TUTTE LE FORZE SOCIALI L’APPELLO AD AVVIARE PERCORSO UNITARIO DI PROPOSTA E MOBILITAZIONE

Palermo, 22 settembre- “Quello che abbiamo da dire sulla crisi alla regione e il Pd è contenuto in una lettera che nei giorni scorsi abbiamo inviato a Fausto Raciti e a Matteo Renzi nella qualità di segretario nazionale del Partito democratico. Stiamo aspettando le risposte”: lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, che  oggi ha disertato, assieme ai segretari di Cisl e Uil, l’incontro con il leader siciliano del Partito democratico.  “Se in un primo momento eravamo stati possibilisti sull’incontro – spiega Pagliaro- era perché non abbiamo interesse ad azioni di facciata, a sottolineare che non siamo la stampella di nessuno perché questo è già nei fatti. Quello che pensiamo sulla situazione politica regionale è chiaro – aggiunge- e lo abbiamo ribadito anche nel corso dell’ultimo direttivo”.  In quell’occasione Pagliaro ha anche sollecitato a tutte le parti sociali “la costruzione di un percorso unitario e condiviso di proposta e mobilitazione, per evitare la lenta agonia della Sicilia, cominciando con l’elaborazione di una piattaforma unitaria sulla quale vincolare l’azione del governo Crocetta”. “Nella lettera a Raciti e Renzi Pagliaro scrive che “sui temi della crisi economica e sociale in Sicilia l’azione del Pd siciliano è stata deficitaria e distante rispetto a quello che servirebbe”. “La ‘ strategia politica’, se così può chiamarsi,  tutta sbilanciata su richieste di rimpasto e sulle  poltrone, in un clima di costanti divisioni,  – prosegue- di fronte ai tanti fallimenti del governo è poco credibile e rischia di trasformarsi in  un boomerang per lo stesso Pd”. Pagliaro sottolinea che “questo clima mette a serio rischio la credibilità del Pd come soggetto politico di cambiamento”. Secondo Pagliaro,  “urge rilanciare la sfida al presidente Crocetta entrando nel merito dei problemi aperti e se Crocetta non sarà all’altezza bisogna avere il coraggio di dirlo e costruire tutte le azioni necessarie per tornare al voto”.

2014 dac

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