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LAVORO: CGIL CHIEDE AD ASSESSORE REGIONALE DI SOSPENDERE REVOCHE DI MOBILITA’ IN DEROGA. IN SICILIA RIGUARDANO OLTRE 5.000 PERSONE

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Palermo, 9 dic- La Cgil Sicilia ha chiesto all’assessore regionale al lavoro, Bruno Caruso, di sospendere i provvedimenti di revoca della mobilità in deroga avviati in applicazione di una nota ministeriale di fine novembre che fornisce l’interpretazione del decreto legge di agosto sugli ammortizzatori sociali in deroga. Secondo le stime della Cgi,l la misura coinvolgerebbe oltre 5.000 lavoratori. Il sindacato informa che “anche sul piano nazionale la Cgil è alla ricerca di una soluzione e domani incontrerà il direttore generale del settore presso il ministero  del lavoro”. “La Sicilia- sostengono Michele Pagliaro segretario generale della Cgil regionale e Monica Genovese, componente della segreteria- non può permettersi che una platea così ampia di lavoratori resti senza ammortizzatori sociali e del problema deve farsi carico anche il governo regionale al quale abbiamo già sollecitato un incontro”. La nota del ministero dispone la revoca della mobilità in deroga a tutti quei lavoratori che a partire dal 3 agosto l’abbiano ottenuta pur avendo fruito in precedenza della mobilità ordinaria, dell’indennità di disoccupazione Aspi e mini Aspi o dell’indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari o ridotti. La legge di agosto infatti  esclude dal beneficio a partire da quella data i soggetti in queste condizioni. “Siamo di fronte- affermano Pagliaro e Genovese-  all’ennesima scelta politica sbagliata, che ci dimostra in concreto come i diritti le tutele piuttosto che estendersi si riducano e come a pagare siano ancora una volta i più deboli”. Ecco  perché quello degli ammortizzatori sociali in deroga sarà uno dei temi forti al centro
dello sciopero generale di venerdì 12. “Ma dell’argomento deve anche occuparsi il governo regionale- concludono i due esponenti della Cgil- considerando anche che l’accordo quadro vigente non prevede alcuna esclusione e che in ogni caso, vista la pesante situazione economico- sociale, il provvedimento in questione è inaccettabile”.
2014 dac

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