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RIFIUTI: CGIL, NON SERVONO POTERI STRAORDINARI MA UN NUOVO PIANO DI GESTIONE CONDIVISO DA TUTTI GLI ATTORI IN CAMPO

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Palermo, 19 gennaio- “Non servono poteri straordinari, la regione siciliana ha già tutti i poteri riconosciuti dalle normative comunitarie e nazionali per riformare il sistema di gestione dei rifiuti in via ordinaria”: lo sostiene la Cgil Sicilia, secondo la quale “15 anni di commissariamenti hanno solo aggravato i problemi, rendendo il sistema più permeabile alle organizzazioni malavitose e restituendoci una gestione ad oggi simile a quella esistente prima del 1999 (prima cioè dell’avvio dei commissariamenti), quindi  incentrata sulle discariche, dove viene  ancora smaltito il 90% dei rifiuti”. Per la Cgil dunque la strada è “approvare – scrivono in un documento Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil, e Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente del sindacato-  un Piano regionale dei rifiuti elaborato dal governo e condiviso con il Parlamento con i
soggetti istituzionali e le forze economiche, sociali e ambientaliste”. Un progetto che affronti “le criticità in atto-  cioè  la cattiva gestione, la pessima qualità dei servizi, il dissesto economico, il malaffare e la corruzione, il caos normativo e i costi eccessivi per i cittadini- sostengono Argurio e La Rosa- attraverso un confronto pubblico, democratico, partecipativo e trasparente sulle scelte strategiche da adottare”. I due esponenti della Cgil sostengono che  “bisogna costruire un sistema nuovo andando oltre la fuorviante diatriba tra discariche e inceneritori: la questione  – sottolineano- è puntare con forza e coerenza a una gestione incentrata sulla raccolta
differenziata per promuovere una nuova economica del riciclo e del riuso che crei sviluppo sostenibile, tutela ambientale e sanitaria, occupazione. La raccolta differenziata- rilevano Argurio e La Rosa-  è  senza dubbio il sistema migliore per sottrarre rifiuti alla discarica”. Secondo la Cgil “occorre mettere ordine nel caos normativo esistente e modificare la legge di riforma introducendo un soggetto di regolamentazione e pianificazione in grado di attuare il ciclo integrato (riduzione, raccolta differenziata, riuso e riciclo) attraverso piani industriali territoriali rispettosi del piano regionale che definiscano la tipologia degli impianti più adatta al territorio, l’organizzazione e la distribuzione del personale esistente”. La Cgil sollecita anche “un’analisi della grave incapacità di spesa dei fondi strutturali europei  destinati alla raccolta differenziata e alla costruzione di filiere del riciclaggio e riuso, da parte dell’amministrazione regionale”. E chiede l’avvio immediato di “una ricognizione degli impianti e del personale esistenti, un bilancio reale dei debiti, un controllo a tappeto sugli appalti, una verifica delle discariche e dei livelli di inquinamento delle falde, sui criteri di formazione delle tariffe”.
2015 dac

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