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Formazione professionale: Flc Cgil, Risposte ancora insoddisfacenti dal governo La mobilitazione continua con lo sciopero e la manifestazione del 30 marzo

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Palermo, 27 marzo- “Le risposte del governo sulla formazione professionale, in tutte le sue filiere, continuano a essere insoddisfacenti. Ci venga detto chiaramente che prospettive si vogliono dare al settore che per ora è lasciato in caduta libera”: lo dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil Sicilia. I temi degli ex sportellisti e del resto della formazione professionale sono stati al centro ieri di un’audizione congiunta della seconda e quinta commissione legislativa dell’Ars, con la partecipazione degli assessori al Lavoro e alla Formazione professionale, Bruno Caruso e Mariella Lo Bello. “Si continua a demandare la soluzione per gli ex sportellisti- riferisce Scozzaro- alla trattativa tra enti e sindacati, senza tenere conto delle difficoltà di strutture dove ci sono anche i contratti di solidarietà e in una prospettiva di forte diminuzione delle risorse, considerando che col Por 2013/2020 si stanziano per i sette anni solo 800 milioni, un terzo del finanziamento della precedente programmazione che ammontava a oltre 2 miliardi”. A fronte di questa situazione i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno confermato le iniziative di protesta già decise e il 30 marzo sono in programma uno sciopero regionale di 6 ore e una manifestazione a Palermo, con il corteo che partirà alle 9.30 da piazza Marina. “In questa vertenza- afferma Scozzaro- abbiamo chiesto di avere il governo come interlocutore, per tracciare un quadro di riferimento preciso con risorse certe. Oggi invece nella migliore delle ipotesi i due rami dell’amministrazione agiscono senza nessun coordinamento. Se il governo ritiene, come fa pensare la sua azione, che il settore sia al capolinea ci venga detto con chiarezza, dal canto nostro non siamo disposti a tollerare che la Formazione professionale e i servizi per l’impiego vengano lasciati allo sbando per come si sta facendo e che si vada alla macelleria sociale”.
2015 dac

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