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SANITA’: CGIL E FP, PER L’ISMETT FINANZIAMENTI E DEROGHE IN UN CONTESTO DI SANITA’ PUBBLICA CHE MANCA DI RISORSE E DI INTERVENTI ADEGUATI

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Palermo, 9 marzo- Costa alla regione 92 milioni l’anno, con previsione di spesa per prestazioni, i cosiddetti Drg, che superano del 37% quelli degli altri ospedali. Per ogni giornata di ricovero in terapia intensiva e semintensiva la Regione spende 1.500 euro procapite e nel 2014 ne sono state previste 16.405, che riguarderebbero 44 posti letto laddove l’intero centro, in tutti i reparti, ne conta 40. A fare i conti in tasca all’Ismett, l’Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie a alta specializzazione,  sono la Cgil e la Funzione pubblica siciliane che, in una nota, chiedono se “questa estrema attenzione a un centro  di riconosciuta eccellenza non vada però  a discapito del resto della sanità pubblica siciliana, a cui non viene concesso altrettanto”. Per i  segretari di Cgil e Fp Sicilia, Michele Pagliaro e Michele Palazzotto “anche gli altri ospedali con altrettante professionalità devono essere messi  nelle condizioni di funzionare meglio, riconoscendo loro le prestazioni aggiuntive concesse all’Ismett”. Così come, “per un dovere di trasparenza devono essere resi noti contratti e remunerazioni dei medici del centro”.  “Non è concepibile- rilevano Pagliaro e Palazzotto –   che non si trovino, ad esempio, i fondi per ristrutturare l’ospedale dei bambini  mentre si paghi per i trasferimenti all’Ismett, anche da strutture vicine 16 mila euro a caso (per Drg superiore a 2). O che attività come l’Ecmo (circolazione extracorporea ) o la spesa per Vad (defibrillatori impiantabili) vengano considerate a parte per un totale di altri 82 mila euro a intervento”. Cgil e Funzione pubblica rilevano che “per l’Ismett il governo Renzi ha anche introdotto una deroga nella Finanziaria (comma 607) rispetto ai vincoli del piano rientro e  che per il centro si deroga anche rispetto alle indicazioni ministeriali, alle quali tutto il resto della sanità invece si attiene”. Dicono Pagliaro e Palazzotto: “Ben venga il centro di eccellenza, ma sarebbe opportuno che tutta la sanità fosse messa nelle condizioni di funzionare per dare adeguata risposta a tutti i cittadini in termini di diritto alla salute, non consentendo a esempio che un ospedale chiuda solo perché manca un medico. Riteniamo- sottolineano- che a fronte di una sanità che ha bisogno di risorse e interventi l’onere sostenuto dalla Regione sia sproporzionato, a meno che non ci siano le condizioni per fare altrettanto anche per le altre strutture pubbliche”.
2015 DAC

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