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Agricoltura: Flai, Fai e Uila Sicilia presentano a Commissione regionale antimafia documento di proposte per un nuovo mercato del lavoro agricolo

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Palermo, 17 aprile- Caporalato, lavoro nero, lavoro fittizio  finalizzato ad assicurare indebite prestazioni previdenziali: sono i problemi del mercato del lavoro agricolo in Sicilia, evidenziati da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali in un documento consegnato nei giorni scorsi alla Commissione regionale antimafia nel corso di un’audizione alla quale hanno partecipato anche le associazioni datoriali e il Centro Pio La Torre. In un settore dove solo il 10% della manodopera è a tempo indeterminato e in seguito alla soppressione negli anni ’90 del collocamento pubblico, rilevano i sindacati, la situazione è peggiorata al punto che “la gestione della manodopera è oggi prevalentemente in mano ai caporali e alle mafie, con ripercussioni negative anche sul piano dei diritti dei lavoratori buona parte dei quali non raggiunge neanche cinquantuno giornate di lavoro annue, cioè il minimo per accedere all’assistenza e alla previdenza”. Su questi temi sono molte le iniziative messe in campo dai sindacati, che hanno anche firmato nel 2012 un Avviso comune con le altre parti sociali. Le carenze strutturali del mercato del lavoro agricolo, dice il documento, vengono “colmate” da “cooperative e aziende senza terra, annoverate spesso tra le attività criminali e mafiose, che forniscono servizi chiavi in mano, tra cui manodopera sui presupposti dell’evasione contributiva e fiscale  e in assenza di diritti e di sicurezza sul lavoro”. Nel documento anche le proposte dei sindacati: dal riordino dei servizi per l’impiego ai maggiori controlli per punire abusi e illegalità. Per Flai, Fai e Uila, occorre istituire pressi Comuni, sedi Inps e Centri per l’impiego un luogo di coordinamento istituzionale per la gestione del collocamento; istituire una cabina di regia per monitorare le condizioni di lavoro; prevedere un meccanismo premiale per le aziende virtuose; stilare un codice etico del lavoro agricolo per dimostrare che rispettare diritti e dignità delle persone che lavorano è possibile; impegnare la Regione affinchè nei bandi per i fondi pubblici siano sostenute le aziende e i produttori che fanno proprio il percorso della legalità.
2015 dac

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