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Mezzogiorno: Pagliaro (Cgil), dati Istat confermano le difficoltà della Sicilia."Il governo regionale non riesce a uscire dalle secche dell'immobilismo"

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Palermo, 4 giu- “I 19 mila occupati in meno in Sicilia nel primo trimestre del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, confermano le difficoltà in cui l’isola si dibatte con una crisi che non riesce a trovare sbocco”. I dati diffusi ieri dall’Istat sono stati commentati così da Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia, nell’ambito della Conferenza “Il Sud per rilanciare il Paese” che si è conclusa oggi con l’intervento di Susanna Camusso “E’ evidente – ha aggiunto Pagliaro- che non c’è alcuna inversione di tendenza.  C’è poco da restare confortati anche leggendo meglio l’aumento registrato sul piano nazionale. Questo infatti- ha specificato-riguarda i giovani in misura inferiore rispetto ad altre fasce d’età, rivelando che ancora le prospettive per le giovani generazioni restano nebulose nel nostro paese”. Se da un lato Pagliaro è tornato a rimarcare “la disattenzione verso il sud” da parte del governo Renzi  che “non ha il Mezzogiorno nella sua agenda politica, come confermano il continuo scippo di risorse e gli   incentivi alle assunzioni che vanno a vantaggio solo del Nord”, dall’altro è stato critico anche nei confronti del governo Crocetta, “intrappolato dentro i vecchi sistemi- ha specificato- come la vicenda del voto di scambio che ha investito esponenti dell’Ars conferma. Vecchi sistemi- ha aggiunto-  che finiscono col bloccare un’azione politica che si sta rivelando di cambiamento solo nelle parole ma  che nella realtà non riesce ad uscire, dopo più di anni dall’insediamento  del governo, dalle secche dell’immobilismo”. Pagliaro ha citato le riforme che restano al palo- dalla formazione professionale agli assetti istituzionali, passando, per acqua, rifiuti, sistema dei trasporti- chiedendo alle istituzioni regionali una piena assunzione di responsabilità”. Ha quindi parlato della necessità per il sud che  “si investa in infrastrutture materiali e immateriali, nell’istruzione, nel welfare e per la ricostruzione dell’apparato produttivo. Dal suo indebolimento- ha rilevato- sta derivando anche la caduta dei servizi, come i dati Istat di ieri confermano ( – 23 mila occupati nei servizi)”. Il segretario della Cgil Sicilia  ha anche sottolineato che ”è preoccupante il calo anche delle immatricolazioni nelle Università siciliane, il 21,9% rispetto al periodo pre -crisi. E’ la dimostrazione – ha sostenuto-  che la crisi ha agito in profondità sulla struttura economico- sociale della Sicilia  e conferma che le risposte devono adesso arrivare velocemente che si vuole che il differenziale con il resto del paese e con il resto dell’Europa non si allarghi ulteriormente”. La relazione di Michele Pagliaro è stata seguita dagli interventi dei segretari generali delle strutture Cgil di Campania, Puglia, Calabria, Sardegna, Basilicata e da quelli degli economisti Carlo Trigilia  e Gianfranco Viesti. A partire da Palermo, la Cgil si appresta  dunque a lanciare una grande vertenza nazionale sul Mezzogiorno.
2015 dac

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