In breve

Artigianato: Pagliaro (Cgil Sicilia), Contrattazione inclusiva per ampliare ed estendere diritti e tutele

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Palermo, 3 lug- “Tra il 2008 e il 2014 le imprese artigiane che hanno chiuso battenti  in Sicilia sono state 8.648. Su di esse , perlopiù imprese piccole e piccolissime, hanno pesato il calo dei consumi e la caduta dell’industria che ha perso il 40% della sua capacità produttiva. E questo ha determinato calo dell’occupazione, precarizzazione del lavoro, diminuzione delle condizioni di sicurezza e dei diritti in genere”.  Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, nella relazione che ha aperto la seconda giornata del convegno del sindacato siciliano e della Cgil Lombardia sui temi dell’artigianato e della contrattazione. Pagliaro ha rilevato le “difficoltà di queste aziende legate a scarsa patrimonializzazione  e  ai problemi di accesso al credito, che si aggiungono a quelle determinate dalla crisi”. Ha poi detto: “Abbiamo deciso di focalizzare la situazione dei lavoratori di queste imprese, cioè gli ultimi, per provare a interpretare al meglio il concetto di contrattazione inclusiva, mirando all’obiettivo di estendere anche ad altri settori deboli i diritti  e le tutele e ad ampliarli. Nel confronto con la Lombardia – ha rilevato- puntiamo a mettere in evidenza le buone prassi per farne patrimonio comune, unificando per questa via il territoro nazionale”. Pagliaro da un lato ha rilanciato la richiesta di “nuove e incisive politiche per il Mezzogiorno”, dall’altro ha ribadito il valore della contrattazione collettiva nazionale come contrattazione inclusiva per eccellenza”. Ha poi detto che “la contrattazione di secondo livello, che in Sicilia per la debolezza del settore  artigiano è ‘assai rarefatta’, deve essere caratterizzata da una strategia coerente col mercato del lavoro locale e dovrà guardare anche alle recenti risorse, in realtà pochissime, 391 milioni, messi a disposizione del governo per incentivarla”. Pagliaro ha anche detto che “una bilateralità sfrondata da qualunque elemento distorcente e improprio può diventare uno degli elementi contrattuali forti per l’artigianato e non solo. Bisogna lavorare – ha sostenuto- per renderla  universale per tutti i lavoratori, meno parziale e capace di guardare a tutti a partire dai precari. Non vogliamo una bilateralità come luogo del compromesso o del corporativismo ma  come luogo per affrontare i problemi soprattutto in relazione al welfare”. Pagliaro ha sottolineato che “per il lavoro debole occorre conquistare una condizione di welfare sociale e contrattuale  che lo faccia uscire dalla povertà e dal bisogno”.
2015 dac

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