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Regione: Pagliaro (Cgil),”L’ instabilità politica rischia di precipitare la Sicilia nel baratro”. Il bilancio della Regione potrebbe essere a breve impugnato. La Cgil chiede una sessione speciale di bilancio prima delle ferie

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Palermo, 1 lug- “Il terremoto in atto a palazzo D’Orleans e l’instabilità politica che investe le istituzioni regionali stanno deviando l’attenzione dai gravi problemi economico- finanziari della Regione, che non affrontati si stanno aggravando e rischiano di precipitare la Sicilia nel baratro”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro che lancia un allarme  e una richiesta: “Il bilancio approvato a maggio con ogni probabilità entro il 15 luglio verrà impugnato dal Consiglio dei Ministri, che ha già notificato alla Regione incongruenze su varie poste. La Sicilia non è dei partiti e neanche di Crocetta ma è dei siciliani che continuano a pagare prezzi troppi alti in termini di mancata giustizia sociale e di mancato sviluppo. Si faccia dunque immediata chiarezza sui conti- questa la richiesta della Cgil- convocando una sessione speciale di bilancio all’Ars prima delle ferie estive”.  Pagliaro ricorda che “la richiesta della Cgil non è nuova, né  si tratta di fare la Cassandra di turno, ma non c’è più tempo da perdere”. La Cgil rileva che “le incongruenze che ora vengono alla luce in realtà- afferma Pagliaro- sono state da noi per tempo segnalate, a partire da quelle che riguardano la sovrastima delle entrate”. Dall’analisi compiuta dal Centro studi della Cgil, delle entrate relative al 2015 si evince un totale generale di 20,5 miliardi di cui 3,8 riguardano l’avanzo finanziario relativo a fondi non regionali. “Già a maggio- dice Pagliaro- avevamo fatto presente che alcune previsioni di entrate ci sembravano particolarmente sovrastimate”. La Cgil cita il caso dell’Irpef con una previsione 2015 di 4,8 miliardi a fronte di un ammontare incassato per il 2014 di 3,6 miliardi. Anche per quanto riguarda l’Iva la previsione per il 2015 è di 2,6 miliardi a fronte di 1,7 miliardi incassati nel 2014. Secondo la Cgil “è necessario un chiarimento anche sui 150 milioni di moratoria dei
piani di ammortamento contratti con la Cassa depositi e prestiti e soprattutto sui 673 milioni del Fondo sviluppo e coesione che sono stati inseriti per coprire la spesa corrente”. Altra tegola, rileva il Centro studi del sindacato, potrebbe essere la messa in discussione di 350  milioni derivanti dall’Irpef dei lavoratori e dei pensionati residenti in Sicilia, mentre va chiarita l’entrata tributaria relativa all’articolo 37 il cui gettito è appena superiore ai 50 milioni. Quanto al mutuo di 290 milioni contratto nel 2015, la Cgil rileva che “dà copertura a spesa corrente e difficilmente comunque sarà perfezionato nel 2015. “I nodi da sciogliere sono tanti- sottolinea Pagliaro- e non intervenire significa rendere più pesanti i problemi con un effetto valanga che rischia di travolgere la Sicilia e i siciliani”.
2015 dac

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