In breve

Sfratti: regione Sicilia modifica linee guida su morosità incolpevole.

Cgil e Sunia: “Frutto della vertenza sindacale”. Per i limiti delleprecedenti  linee guida, nel 2014 utilizzate poche risorse a fronte di 3.237 sfratti con la forza pubblica e 8.120 richieste di esecuzione

Palermo, 25 nov- Sunia e Cgil regionali esprimono soddisfazione per l’avvenuta modifica, con una delibera della giunta regionale pubblicata il 30 ottobre, delle linee guida per la morosità incolpevole. “E’ il frutto – dicono Giusy Milazzo e Mimma Argurio, segretarie rispettivamente del Sunia e della Cgil Sicilia – della vertenza sindacale aperta sull’argomento e del successivo confronto. Le modifiche dovrebbero  ora agevolare l’accesso ai fondi stanziati dal Governo nazionale. Per  l’inadeguatezza delle precedenti linee guida e per il ritardo nella ripartizione delle somme destinate ai comuni – sottolineano- per l’anno 2014 sono stati  utilizzati solo circa 30.000 euro dei 1.500.000 euro destinati alla  Sicilia.  Un fatto paradossale se si pensa che nel 2014 in Sicilia sono stati effettuati con la forza pubblica 3.237 sfratti e sono state avviate 8.120 richieste di esecuzione, il 95% per morosità”. Sunia e Cgil ritengono tuttavia che “molto resti ancora  da fare, a cominciare dai sistemi utilizzati dai comuni per seguire i casi di morosità incolpevole, sistemi  spesso inadeguati rispetto alla delicatezza del processo di mediazione tra inquilino e proprietario”. Per questo il Sunia ha aperto un confronto con le Amministrazioni comunali per la creazione di sportelli dedicati. “Temiamo inoltre – rilevano Milazzo e Argurio- che anche quest’anno i ritardi registrati nell’assegnazione dei fondi ai Comuni da parte della Regione penalizzeranno le tante famiglie prossime allo sfratto che non  riusciranno ad accedere ai contributi pur avendo i requisiti necessari. Ancora una volta la Sicilia nonostante il conclamato stato di disagio sociale ed abitativo rischia di non utilizzare ingenti somme”. Le novità nelle nuove linee guida riguardano , rilevano Sunia e Cgil “l’emanazione dei bandi aperti da parte dei Comuni,l’innalzamento dei limiti di reddito e dell’importo del contributo massimo erogabile che da 3.000 euro passa ad 8.000, l’eliminazione dei vincoli discriminatori per i richiedenti non appartenenti ai paesi UE, la possibilità di usare il contributo in conto caparra per un nuovo alloggio.  Vengono così accolte le richieste del Sindacato che ha da tempo sostenuto che occorreva sia uniformarsi al decreto nazionale del maggio del 2014 sia apportare allo stesso modifiche migliorative come per esempio la previsione del bando aperto che consentirà di presentare le domande subito dopo aver ricevuto l’intimazione di sfratto affinché sia possibile richiedere alle Prefetture la graduazione dell’intervento della forza pubblica”.
2015 dac

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