In breve

Legge di stabilità: Cgil, Cisl e Uil Sicilia denunciano, “Niente di nuovo e di strategico per le infrastrutture siciliane. E il governo regionale che fa?”

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Palermo, 17 dic- “Non c’è niente per le infrastrutture siciliane nella legge nazionale di stabilità se non la riproposizione con risorse già stanziate di opere già in cantiere o già programmate”: lo denunciano Cgil, Cisl e Uil siciliane che vedono in questo “la conferma che il governo non ha nessuna idea di sviluppo produttivo per il Sud”.”E’ un atteggiamento- scrivono in una nota i segretari generali di Cgil , Cisl e Uil siciliane, Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone- che tristemente si accompagna con la disattenzione del governo regionale che non sta esercitando il ruolo che dovrebbe innanzitutto per quanto riguarda il cosiddetto Master plan, in via di definizione”. I sindacati hanno spulciato l’allegato infrastrutture del 13 novembre, per scoprire che la Legge di stabilità finanzia la “Libertinia”, uno dei tre lotti dello scorrimento veloce Caltagirone- A19; il completamento della Agrigento- Caltanissetta e , con 800 milioni, le manutenzioni straordinarie dell’A19. Per quanto riguarda le ferrovie, viene finanziato il progetto preliminare del raddoppio Palermo- Messina- Catania; la tratta Ogliastrello- Castelbuono; il collegamento al  Porto di Augusta e il completamento dei nodi ferroviari di Palermo e Catania, cioè il Passante e la Circumetnea. “Come si vede, dal momento che si confermano opere in larga misura già in cantiere, di piano strategico per la Sicilia – affermano Pagliaro, Milazzo e Barone- resta solo il titolo, nessuna risorsa aggiuntiva, nulla di nuovo”. I sindacati chiamano in causa anche il governo Crocetta, per chiedere “che ruolo stia esercitando nella trattativa sul Master Plan e sul Patto per la Sicilia. Diciamo questo- dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil- perché se  nei piani finanziari che si  presentano all’Europa  (allegato infrastrutture) ci sono i porti d’Italia ma mancano quelli siciliani ci sono anche responsabilità del governo regionale. Ci sono aree della Sicilia che vanno valorizzate- continuano Pagliaro, Milazzo e Barone- e perché questo avvenga  deve anche partire un input dalla Sicilia prima che la Legge di stabilità si chiuda”. Cgil, Cisl e Uil fanno due esempi per tutti di aree che vanno valorizzate e  rilanciate: “L’area industriale di Termini Imerese con l’interporto, abbandonata oggi a se stessa e l’area del Sud- Est con il potenziamento delle infrastrutture e dell’interporto di Catania. “Riteniamo che occorra costruire un forte pressing- affermano Pagliaro, Milazzo e Barone- su un governo nazionale che non  ha a cuore lo sviluppo produttivo della Sicilia, come dimostra anche il fatto che subordina le agevolazioni alle assunzioni all’esistenza di residui dei Fondi Pac”.
2015- dac

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