Regione: sindacati, governo senza strategia per la Sicilia. Senza dialogo con le parti sociali non si va da nessuna parte. Si cominci col rimettere in discussione la gestione dei fondi Ue

finanziariaPalermo, 1 marzo- “Tutte le questioni aperte, dalla finanziaria alla gestione dei fondi europei, confermano che in Sicilia manca un’azione di governo improntata a una visione di insieme per una strategia  tale da dare risposta ai problemi sul  piano economico, sociale e occupazionale”: lo dicono in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Sicilia Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone. Oggi i sindacati hanno disertato, assieme alle associazioni datoriali, la riunione del comitato di sorveglianza per rimarcare la loro richiesta di inversione di rotta. “ Di certo – sostengono Pagliaro, Milazzo e Barone-  i tavoli di concertazione, convocati all’ultimo minuto sono un rito inutile. Occorre confrontarsi su progetti reali e non perdere altro tempo prezioso”.  I sindacati rilevano che “le risorse europee, vista la situazione disastrosa del bilancio regionale, sono le uniche disponibili per dare alla nostra isola sviluppo e lavoro. Noi chiediamo alla Regione- sottolineano-  di rimettere in discussione la gestione di questi fondi”. I segretari di Cgil, Cisl e Uil alzano dunque il tiro mandando a dire a Crocetta che “senza il dialogo con le parti sociali è dimostrato che non si va da nessuna parte. Il governo continua a non darci risposta neanche alle richieste di incontro- sottolineano Pagliaro, Milazzo e Barone- e continua ad arrancare sui problemi mettendo pezze qua e là nel tentativo di fare quadrare i conti ma senza dare nessun concreto segnale di cambiamento, mentre le riforme non fatte stanno portando all’implosione di interi settori- bastino per tutti gli esempi della formazione professionale e delle ex province- con conseguenze che sarà poi difficile arginare e alla questione  del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, fondamentale nella situazione data, si continua a non dare risposta”.  Cgil, Cisl e Uil concludono appellandosi al governo affinchè “apra un confronto finalizzato a mettere sul tappeto alcune questioni non più rinviabili incardinando un percorso condiviso sul quale bruciare le tappe, considerato anche che con quest’ultima finanziaria non  stiamo assistendo a niente di nuovo”.
2016 dac