Istat: Sicilia, Pagliaro (Cgil): situazione resta preoccupante, ripresa troppo lenta e trend ancora negativo dei settori strategici per lo sviluppo

istat-02Palermo, 10 giu- “Una ripresa ancora troppo lenta, che ci consegna un saldo negativo di 138 mila unità e che per caratteristiche strutturali preoccupa confermando la Sicilia sempre più come area di consumo che di produzione”: lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro a proposito dei dati Istat relativi al primo trimestre 2016. “Si evidenzia un aumento dell’occupazione di 33 mila unità, rispetto al I trimestre 2015- osserva Pagliaro- ma il settore manifatturiero continua a registrare un trend negativo. Infatti, l’industria in senso stretto ha perso ben 8 mila unità mentre è in controtendenza il dato delle costruzioni, che fa registrare un aumento di 6 mila unità, anch’esso  tuttavia lontanissimo dai dati pre-crisi. Calano anche di 7 mila le unità in agricoltura, mentre crescono di 42 mila unità gli occupati nei servizi da imputare per 19 mila al comparto del commercio, alberghi e ristoranti, e per 23 mila alle atre attività del settore”.  Pagliaro osserva che “si va sempre più confermando quel processo di terziarizzazione dell’economia siciliana caratterizzato dall’impoverimento della qualità del lavoro e inoltre continua ancora la fase di preoccupante arretramento del sistema produttivo nel suo complesso”.  E aggiunge: “Continuiamo ad avvertire il rischio di un sistema economico bloccato poiché non riesce a produrre beni ma servizi spesso di scarsa qualità. Tutto ciò significa che la regione nei prossimi anni sarà sempre più chiamata a gestire l’emergenza e la precarietà piuttosto che lo sviluppo”. Proseguendo nella sua analisi il segretario della Cgil Sicilia rileva che “Il sistema produttivo locale è in affanno a causa del forte rallentamento della domanda aggregata siciliana per via del continuo aumento della povertà assoluta e relativa. La crescita apparentemente vistosa del terziario – aggiunge-  un tempo bacino di assorbimento della manodopera espulsa degli altri comparti, è sostanzialmente in linea con i livelli occupazionali pre-crisi”. Pagliaro rileva infine che “sia i dati del terziario che  quelli dell’agricoltura sono collegato all’implosione della vendita dei Vaucher registrata in Sicilia negli ultimi mesi. Si conferma  dunque – conclude- un quadro dove il lavoro si riduce nei settori tradizionali e strategici per lo sviluppo e la crescita in parte compensato dalla crescita degli occupati nei servizi dove le caratteristiche prevalenti
sono la mancanza di qualità, la svalorizzazione del lavoro con grandissime zone d’ombre di lavoro grigio e in nero”.
2016 dac

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