In breve

Lavoro: Cgil, in Sicilia sempre più povero e con meno diritti. In un anno -30% di contratti a tempo indeterminato e + 56% per i voucher. In Sicilia raccolte 82.050 firme per la Carta dei diritti universali del lavoro

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centodieci_cgilPalermo, 28 set- E’ un lavoro sempre più povero e con meno diritti, quando c’è,  quello che si afferma in Sicilia. Lo rileva la Cgil regionale che, partendo dai dati dell’Inps, ha condotto un’analisi del mercato del lavoro nell’isola, illustrandola oggi in una conferenza stampa. “Leggendo dietro i numeri- ha detto il segretario generale, Michele Pagliaro- si conferma la tendenza rilevata dall’Istat nell’ultimo rapporto trimestrale : la base produttiva si trasforma portando con sé la svalorizzazione del lavoro”. La Cgil rileva che l’occupazione a tempo indeterminato tra gennaio e luglio del 2016 ha registrato, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un calo del 30% ( fonte Inps). Sono aumentati invece i contratti a tempo
indeterminato e l’apprendistato, addirittura raddoppiato, ma non tanto da garantire un saldo positivo ( – 9,6 per cento, il saldo dei contratti). Inoltre, strumenti come i voucher hanno registrato un boom, con un + 52,4% , superando il già alto dato nazionale  del 36,2%. “Accade- ha osservato Pagliaro- che il lavoro tradizionale con garanzie e retribuzione adeguata viene sostituito con lavoro povero, col risultato che non c’è una redistribuzione del reddito, tant’ è che la Sicilia è tra le regioni con l’indice di Gini più alto. Questo quadro va strettamente correlato- ha specificato- alla caduta dell’industria e dell’edilizia e all’ampliamento della base occupazionale in turismo, commercio e servizi, settori serbatoio tradizionale di lavoro precario, stagionale, sottopagato”. Già i dati nazionali parlano del resto del 40% di occupati che percepiscono non più di mille euro netti al mese. “In Sicilia- ha sostenuto Pagliaro- il quadro è ancora più grave”. In questo contesto  strumenti come il Jobs act, “stanno mostrando la corda- ha detto il segretario della Cgil Sicilia- con trasformazioni del lavoro in contratti a tempo indeterminato che in un anno si sono ridotte del 23,2%.  Le 23 mila assunzioni effettuate con questo strumento nel periodo che stiamo considerando- ha sottolineato Pagliaro- sono un numero ben lontano dalle aspettative, considerato che i costi sono stati superiori ai 15 miliardi ai quali, come dice la Corte dei Conti, se ne potrebbero aggiungere altri 5 o 6 a carico della collettività per gli assegni di disoccupazione di chi dopo 3 anni non viene confermato”. Deludenti, per la Cgil Sicilia anche le politiche per l’occupazione giovanile con strumenti come i tirocini che “sono stati più che altro un regalo alle imprese- ha detto Andrea Gattuso, responsabile del dipartimento politiche giovanili-  registrando un saldo occupazionale dopo 2 anni ( e non uno come dicono all’assessorato) di meno di 8.000 assunzioni, finanziate con 32,5 milioni di bonus, a fronte di 46.569 tirocini attivati (4,2%)”.  Mentre infatti sia al livello nazionale che a livello regionale “mancano le politiche per il rilancio dell’industria e dell’apparato produttivo in genere, il piano regionale per il lavoro- ha detto Monica Genovese, della segreteria regionale della Cgil- che il governo Crocetta si era impegnato a varare quando a giugno si è firmato l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga, rimane ad oggi una chimera”. Niente dunque ancora sul fronte delle politiche attive del lavoro ma anche “per gli ammortizzatori sociali- ha rilevato Genovese- si dovrebbe pensare in un contesto così difficile al rifinanziamento”. E’ intanto in corso una trattativa specifica tra la regione e il ministero del lavoro, informa la Cgil, che dovrebbe portare al finanziamento con  complessivi 142 milioni degli ammortizzatori in deroga per le aree di crisi complessa di Gela e Termini Imerese e per la formazione professionale. “Fatto positivi- ha osservato Pagliaro- ma che conferma quanto dai noi sostenuto: che per queste due aree di rilancio ancora non si parla”. Per la Cgil Sicilia “le difficoltà dei lavoratori siciliani- ha sottolineato Pagliaro- trovano conferma nell’alto di numeri di consensi raccolti attorno alla Carta dei diritti universali del lavoro, che la Cgil punta a trasformare in progetto di legge di iniziativa popolare per giungere a un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori”. In calce al progetto, in Sicilia sono state raccolte 82.059 firme. La raccolta si chiude domani, che si celebrano anche i 110 anni della Cgil, con una festa a Roma, in piazza del Popolo . “Con la Carta- ha sostenuto Pagliaro- puntiamo ad estendere i diritti nel lavoro a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto posseduto e a confermare quelli che in questi anni sono venuti meno. Si capisce come questo progetto sia importante nel  paese e soprattutto per i lavoratori di regioni come la Sicilia, dove il lavoro è ancora più povero e con meno diritti”.
2016 dac