In breve

Sicilia: Pagliaro (Cgil), dati Istat del II trimestre 2016 confermano che l’apparato produttivo va in pezzi. Crescono solo i servizi e il lavoro precario a tutele decrescenti

istat-02Palermo, 14 set- “Il sistema produttivo siciliano continua a perdere pezzi. E’ questo l’elemento preoccupante che emerge dalla rilevazione Istat per il II trimestre 2016. Non possiamo che auspicare che i Patti per la Sicilia inneschino una inversione di tendenza”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia, a proposito dell’ultima rilevazione trimestrale dell’Istituto centrale di statistica da cui emerge  per la Sicilia una crescita dell’occupazione nei servizi di 36 mila unità ma una perdita nell’industria di 6.000 posti di lavoro e nelle costruzioni di 12.000. Pagliaro rileva che “sul saldo di + 18.000 mila unità prima di cantare vittoria va dunque fatta una riflessione approfondita. Si rivela infatti una trasformazione del mercato del lavoro – osserva- verso il lavoro precario, a tutele decrescenti.   Aumenta infatti l’occupazione solo nei settori legati al turismo, come conseguenza della instabilità politica nel bacino Mediterraneo, che sono tradizionalmente in Sicilia ambiti di lavoro stagionale e nel commercio. E questo -sottolinea Pagliaro- non basta per potere parlare di ripresa”. Anche perché l’Istat conferma una disoccupazione giovanile “inchiodata al 56%, segnale che la situazione non si sblocca. Questo tipo di ripresa dell’occupazione- dice Pagliaro –  fatta di voucher, lavoro atipico, nero e più in generale non retribuito adeguatamente da solo non può avere quegli effetti redistributivi e di rilancio del sistema tali da poterci fare parlare di inversione di tendenza. Servono interventi incisivi e investimenti- conclude- in grado di rilanciare tutti i settori e principalmente quell’apparato industriale e  produttivo di cui una grande regione come la Sicilia non può fare a meno”.
2016 dac

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