Porti: Pagliaro (Cgil), il governo regionale annaspa e non scegliendo produrrà danni al sistema portuale siciliano che non tarderanno a farsi sentire

Palermo, 31 gen- “La polemica della Regione con il governo nazionale sui porti e la serie di gaffe collezionate dal presidente Crocetta sull’argomento  stanno coprendo in questi giorni l’unico elemento meritevole di attenzione: il fatto la Regione si sia avvalsa della possibilità data dalla legge di scegliere una sede diversa da quella prevista dalle direttive comunitarie- tema su cui esprimiamo tutte le nostre perplessità-  e lo abbia fatto in via temporanea, non scegliendo dunque, non assumendosi fino in fondo le sue responsabilità, cosa che ancora una volta siamo costretti a contestare a questo governo”  Lo dice il segretario generale della Cgil siciliana Michele Pagliarro, secondo il quale  “con queste ‘ incertezze’ la Sicilia rischia di restare indietro mentre il sistema portuale e della logistica italiana  va avanti essendo stato messo nelle condizioni di usufruire dei finanziamenti europei”.  Il segretario della Cgil aggiunge: “se come dice non era d’accordo con la riorganizzazione, il presidente della Regione, coerentemente, avrebbe dovuto manifestarlo in fase di stesura della legge e non procedere con una proroga temporanea ma rendere comunque stabile il sistema. In ogni caso avrebbe dovuto coinvolgere nelle scelte le istituzioni locali e i territori. Anche in questi giorni- aggiunge Pagliaro- la sensazione che si ha è invece di un governo regionale che annaspa e che cerca di avere ragioni a tutti i costi anche dopo gli scivoloni  della proroga della non più esistente  autorità di Trapani, della gaffe sull’autority dello Stretto e ora su quella della Sicilia orientale”. Il segretario della Cgil afferma che “se dibattito è mancato sulla riorganizzazione dei porti è stato quello nelle sedi istituzionali siciliane, cosa che ha lasciato campo libero di azione alle lobby  Non vogliamo più assistere a sterili botta e risposta   per cercare di coprire con le parole l’unica realtà: che mentre il sistema portuale italiano si attrezza per aumentare la propria competitività – conclude Pagliaro-  la Sicilia rischia di restare ancora una volta drammaticamente indietro per beghe che nulla hanno a che vedere con gli interessi reali dei Siciliani”.
2017 dac

Newsletter

Puoi anche iscriverti a liste specifiche: