In breve

Pensioni: Cgil Sicilia, con l’innalzamento illimitato si blocca il ricambio generazionale. “Proiezioni inquietanti sullo scenario in Sicilia nei prossimi decenni”

Palermo 29 nov- Il segretario della Cgil siciliana, Michele Pagliaro,  llustrando le ragioni della protesta del 2 dicembre indetta dalla Cgil su scala nazionale, ha rilevato quanto “l’impostazione del governo produrrebbe effetti devastanti in Sicilia”. Oggi, secondo i dati elaborati dal sindacato, ogni anno la spesa Inps per pensioni è pari a 18,5 miliardi per la Sicilia  (il 22% del Pil) con importi medi annui pro capite di 10.873 euro. Il 32% delle pensioni erogate  (in Italia 22%) ha un importo inferiore a 500 euro . Facendo una proiezione a 40 anni “stando così le cose- ha rilevato Pagliaro- senza ricambio generazionale e senza crescita del Pil , considerati il precariato, il lavoro discontinuo e il calo occupazionale, la spesa per pensioni dovrebbe scendere a 13,5 miliardi, con la diminuzione stimata del 30 % degli importi attuali. Insomma il pensionato starà peggio di ora, ci sarà più povertà e maggiore disagio sociale, perché il lavoro non sarà cresciuto in assenza di investimenti e sarà anche  ridotto il ruolo di sostegno alle famiglie dal reddito da pensioni”. Pagliaro ha ribadito che “se si blocca il ricambio generazionale lo scenario sarà questo, soprattutto in un territorio come la Sicilia con tasso di disoccupazione al 22%, tasso di disoccupazione giovanile al 57%, oltre 387 mila disoccupati e oltre 500 mila Neet”. Il segretario della Cgil Sicilia ha rilevato anche “l’inevitabile ulteriore perdita di capitale umano in un contesto di questo genere. Già oggi risultano cancellati ogni anno dall’anagrafe dei Comuni 33 mila cittadini, il 60% dei quali nelle fasce di età comprese tra 25 e 29 anni e 30/34. La situazione non potrà che peggiorare”. La Cgil dunque con la mobilitazione di sabato chiede che il governo modifichi l’impianto della sua proposta e che il Parlamento recepisca con la prossima legge di Bilancio le richieste presentate unitariamente dal sindacato: bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione. Estendere la platea dei beneficiari dell’Ape social.  E ancora, favorire l’accesso alla previdenza integrativa e garantire un’effettiva rivalutazione delle pensioni. Il sindacato chiede anche di cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione di estendere gli ammortizzatori sociali, di garantire a tutti il diritto alla salute e di rinnovare i contratti pubblici.
2017 dac

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