In breve

Agricoltura: Flai Cgil Sicilia, “Gravi ritardo sulla “Banca della terra” Galli: “Creare sinergie con la Snai per rilanciare l’occupazione e contrastare lo spopolamento”

Palermo, 4 mag-  A quattro anni dalla sua istituzione non decolla in Sicilia la “Banca della terra”. “Eppure- ha detto il segretario generale della Flai Cgil Sicilia in un convegno del sindacato- sarebbe uno strumento in più per dare risposte  in termini di crescita occupazionale, con il coinvolgimento di giovani e di cooperative”. E’ del 2014 la legge regionale che istituisce la Banca della terra, lo strumento per consentire l’assegnazione di terre incolte, valorizzare dunque il patrimonio agricolo e rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito.  Nel 2017 la Banca della Terra è stata inoltre istituita anche al livello nazionale. “Per quanto riguarda la Sicilia- ha detto Ivana Galli, segretaria generale nazionale Flai- mancano i bandi di assegnazione ”. “C’è un ritardo inammissibile- ha sostenuto Mannino- chiediamo che venga accelerato il censimento delle terre,  che vengano emanati i bandi ma anche varate misure che favoriscano chi rileva le terre  in termini organizzativi e di contesto”.  Nel resto del Paese, ha rilevato Galli, esperienze positive si contano in Lazio e Lombardia. “L’iniziativa di oggi- ha specificato la segretaria generale della Flai- è finalizzata a sollecitare la politica e le istituzioni ad attivarsi per non sprecare questa opportunità, individuando in primo luogo le priorità”. Galli ha detto che “misure come la Banca della terra possono dare un contributo, specie se messe in sinergia con le azioni della strategia nazionale per le aree interne (Snai), al rilancio di queste ultime contrastando lo spopolamento e rilanciando economia e servizi in queste aree. Individuare le priorità – ha concluso- significa valutare il peso che un settore come l’agroalimentare può avere per lo sviluppo della Sicilia e per l’occupabililtà, senza sprecare  le opportunità che si offrono”. “In Sicilia- ha aggiunto Mannino- ci sono migliaia di ettari di terra abbandonata e incolta ed è grave che uno strumento che potrebbe favorire sviluppo e occupazione resti inattuato. C’è un filo rosso che collega le occupazioni della terra con la banca della terra di oggi, che noi consideriamo un’opportunità per valorizzare territorio, agricoltura e rilanciare l’occupazione”.
2018 dac

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