In breve

Voucher; Mannino (Flai Sicilia), in agricoltura cresceranno lavoro nero e sfruttamento

Palermo, 30 lug- “I voucher in agricoltura vanificheranno le battaglie di tanti anni contro lo sfruttamento. I controlli diverranno impossibili, si avrà una forma di legalizzazione del lavoro nero, sottopagato e senza diritti”. Lo dice il segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Alfio Mannino, organizzazione che da tempo si spende  contro il caporalato e l’illegalità nel lavoro agricolo. Secondo le stime dell’Istat nel 2017 in Sicilia il 28% delle prestazioni in agricoltura sono state in nero e una giornata di lavoro su due è irregolare. “La strada da fare – rileva Mannino- è dunque ancora tanta e i voucher aggraveranno la situazione, è falso affermare il contrario”. “In un settore dove la stagionalità  del lavoro è  caratteristica strutturale, tanto da riguardare in  Sicilia riguarda oltre il 95% delle prestazioni,   i voucher, peraltro senza minimo giornaliero – spiega-  favoriranno le imprese che come prevedibile opteranno verso la forma non contrattualizzata di lavoro, quindi senza diritti e tutele a partire da disoccupazione, maternità, malattia e daranno mani libere a caporali e sfruttatori”.Mannino rileva che “sarà impossibile verificare in presenza di un solo voucher, quante ore di lavoro sono state svolte e tutto passerà per legale”. Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro nelle campagne siciliane è molto esteso, riguarda gli immigrati, che nel sistema costituiscono l’anello più debole,  ma non solo. Nel 2016  in Sicilia gli addetti con lavoro  tempo determinato sono stati 148.394 e quelli a tempo indeterminato 3.284 (Rapporto Agro-mafie e caporalato dell’osservatorio Placido Rizzotto). Gli immigrati non comunitari sono circa l’11% del totale dei lavoratori  e quelli comunitari il 10%. I 4/5 degli extracomunitari sono impiegati nelle campagne di raccolta, che occupan anche i 2/3 degli immigrati Ue. “La retribuzione di questi lavoratori- rileva Mannino- per oltre il 50% di loro è molto lontana dalle condizioni previste dai contratti di lavoro e anche le modalità di lavoro per quanto riguarda tempi e orari. Come anche da nostre indagini è emerso più volte lo sfruttamento, che riguarda anche i lavoratori italiani, per gli immigrati sconfina nella schiavizzazione, non ammissibile in un Paese civile”.
2018 dac

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