Riscossione Sicilia: per Fisac, Ugl credito e Unisin confortanti le parole di Musumeci ieri in Aula.”Unica strada è passaggio funzioni e personale a ente nazionale”

Palermo, 12 ott- I sindacati Fisac Cgil, Ugl Credito e Unisin definiscono in una nota “confortanti” le parole ieri all’Ars del Presidente della Regione Nello Musumeci che, “avocando a sé la delega sulla vicenda riscossione ha detto che la posizione del governo regionale è applicare la Legge in vigore aprendo un dialogo costruttivo con il Ministero dell’Economia e l’agenzia delle Entrate per far confluire funzioni e personale di Riscossione Sicilia nell’Ente nazionale di Riscossione”. “E’ l’unica strada percorribile- scrivono le segreterie regionali e di coordinamento dei tre sindacati- che imprimerebbe una svolta, applicando la legge regionale 16 del 2017, nella storia della riscossione in Sicilia”. I sindacati sottolineano che è stato chiarito che, come era ovvio perché scritto in modo netto nella norma, che Riscossione Sicilia non può essere liquidata senza un  accordo con lo Stato che garantisca la riscossione in Sicilia ed i suoi dipendenti”.  Fisac, Ugl credito e Unisin giudicano “non percorribile” l’ipotesi di creare un Ente regionale “perché la riscossione in Sicilia è attività strutturalmente in perdita, e pertanto solo se gestita su scala nazionale, con le opportune economie e standardizzazioni, ed equilibrando le perdite nel sud Italia con i ricavi del nord- rilevano-si può avere una riscossione unitaria, omogenea, efficiente ed economica”. “L’ipotesi  di un ente regionale– sottolineano- condannerebbe la Regione a ulteriori gravi esborsi che i cittadini siciliani non si possono permettere, a fronte di un servizio efficiente ed a costo zero offerto da Agenzia delle Entrate nel resto d’Italia”. Dai sindacati un appello alla ragionevolezza a tutti gli schieramenti politici “procedendo alla stipula di un accordo con reciproca convenienza, nell’interesse dei cittadini siciliani e dei 700 lavoratori del settore che attendono una mossa del Governo nella direzione segnata. Sappiamo bene che la nostra battaglia non è finita – concludono- e non molleremo nemmeno un attimo la lotta, perché è la lotta per il nostro futuro e delle nostre famiglie”.
2018 dac

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