In breve

Pensioni: Presidio di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp stamani davanti alle prefetture di Palermo, Catania e Siracusa contro le misure della legge di bilancio.

Palermo, 28 dic- Sit in dei pensionati di Cgil Cisl e Uil stamani davanti alle prefetture di Palermo, Catania e Siracusa per protestare contro le scelte del Governo,nella  legge di Bilancio, in tema di pensioni. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, che dopo il presidio di ieri e quelli di oggi annunciano nuove manifestazioni davanti alle prefetture delle altre città siciliane (il 3 gennaio a Messina e Agrigento il 4 a Trapani Enna e Caltanissetta), chiedono che venga rispettato il meccanismo di indicizzazione, per garantire attraverso la rivalutazione,  il potere d’acquisto  delle pensioni. A Palermo – dove un coro dell’Auser Cgil ha anche inscenato un flash mob cantando la canzone “Se potessi avere mille lire al mese” e canzoni natalizie,  una delegazione sindacale è stata ricevuta dal viceprefetto, dott. Adelfio, al quale è stata consegnata una lettera con cui  viene chiesto alle prefetture di farsi carico del disagio di centinaia di migliaia di pensionati, di fronte al nuovo blocco delle rivalutazioni. “Pensionati- scrivono i sindacati- che non sono pensionati d’oro ma ex operai, impiegati, braccianti che dopo avere versato per una vita i contributi e pagato le tasse, si vedono mettere, un’altra volta, le mani in tasca dal governo che continua a fare cassa con le pensioni” . Un atto, per  Cgil, Cisl e Uil e le rispettive federazioni dei pensionati, “unilaterale, che tradisce le intese sottoscritte dall’ultimo esecutivo con il sindacato, che prevedevano che dal primo gennaio 2019 ripartisse il meccanismo di rivalutazione, e tradiscono l’impegno che l’attuale Presidente del Consiglio Conte aveva preso, nell’incontro del 10 dicembre scorso con Cgil, Cisl e Uil, di tenere conto delle proposte, che gli sono state consegnate, e  confrontarsi con il sindacato sulle misure che impattano sulla vita dei lavoratori e dei pensionati”.  Nel chiedere la “cancellazione di queste misure impopolari e dannose”, i sindacati  affermano “si facciano piuttosto pagare gli evasori, a cui si continuano a fare i condoni-regalo, invece di rapinare gli anziani e le famiglie italiane”.
2018 dac