Legge regionale di stabilità: vecchi espedienti per fare quadrare il bilancio e un piano B che farebbe della manovra una non manovra

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Palermo, 27 feb- “Dalla lettura della legge di stabilità regionale, pubblicata ieri in Gazzetta ufficiale, si ha conferma che, a fronte della difficoltà a predisporre il bilancio, vecchio problema, la soluzione prospettata è la solita: la vecchia tecnica della spesa condizionata in attesa che Roma ci faccia il regalo. E l’eventuale piano B sarebbero i triti e ritriti tagli lineari, come si evince da alcune dichiarazioni del presidente Musumeci che francamente ci aspettavamo che arrivasse meno impreparato all’appuntamento con la manovra”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil siciliana, sottolineando che “questo piano B sarebbe l’esatto contrario della logica della manovra, che impone scelte, obiettivi, priorità e agibilità tecnico- giuridica per individuare i cespiti su cui intervenire. Ed è una manovra- sottolinea Pagliaro- quella che avremmo voluto e che pretendiamo, non l’ennesimo espediente con dietro l’angolo la solita soluzione alternativa”. Pagliaro aggiunge: “Vorrei chiedere al presidente Musumeci come intenda applicare questo piano B e ridurre dell’1% la spesa per interessi sui mutui, la spesa del personale, la spesa per le pensioni, la spesa sanitaria (vincolata con accordi con Roma), spese che complessivamente ammontano a oltre l’80% della spesa complessiva della Regione”. Pagliaro rileva che “a Legge di stabilità pubblicata, se si poteva avere qualche dubbio questo viene dissolto rispetto a una manovra di cui avevamo colto l’ inadeguatezza, cosa ancora più stupefacente dal momento che il presidente della regione nel suo discorso di insediamento pareva avere colto tutte le problematiche di cui si parla oggi, cosa che evidentemente non è servita a varare una manovra che desse risposta ai problemi”.
2019 dac