In breve

Regione: Pagliaro ( Cgil), in Sicilia aperte questione finanziaria e questione morale. E’ allarme sui conti a pochi giorni dal giudizio di parifica della Corte dei Conti

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Palermo, 14 giu- Allarme conti della Regione a poche settimane dal giudizio di parifica della Corte dei Conti. A lanciarlo è la Cgil Sicilia, col segretario generale Michele Pagliaro che chiede “una sessione speciale di approfondimento dell’Ars sulla questione finanziaria. “Secondo le notizie che circolano- dice Pagliaro- il Governo ha trasmesso nei giorni scorsi alla Consulta il consuntivo 2018  con un disavanzo di 7 miliardi, da imputare di certo a minori entrate. Questo darà non pochi problemi alla Corte dei Conti nella parifica”.  “Doveva essere un bilancio di risanamento e di rilancio dell’economia – commenta il segretario della Cgil-  invece si è dimostrato un bilancio che ha prodotto un aggravamento della situazione deficitaria della Regione con una prospettiva di assestamento lacrime e sangue”.  La Cgil Sicilia rileva che “ci sarà un aumento dell’indebitamento di circa 700 milioni passando dai 6,3 miliardi del 2017 ai 7 miliardi del 2018. Tutto ciò -prosegue- è sintomatico di una gestione che non riesce ad assorbire neanche le quote stanziate per l’ammortamento per il recupero del disavanzo, rendendo di fatto obbligatoria la manovra correttiva”. Pagliaro sottolinea inoltre che “alla questione finanziaria si aggiunge una questione morale che vede implicati 4 assessori e 16 deputati. Si ha la sensazione- afferma il segretario della Cgil- che il presidente Musumeci non controlli  né la macchina finanziaria, né quella burocratica”. La Cgil sostiene che “ è giunto il momento che i siciliani abbiano piena contezza della gravità della situazione. Va peraltro sottolineato che la richiesta di rateizzazione del disavanzo graverà sulle future generazioni, già ampiamente colpite come dimostra  la fuga dei giovani dalla Sicilia”. La Cgil peraltro rileva che “i dati Istat relativi al 1° trimestre 2019 confermano il trend negativo, con una perdita di 36 mila occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 17  mila nell’industria e 21 mila nei servizi. Solo l’agricoltura guadagna 2.000 occupati. Un quadro – conclude Pagliaro- che attesta il tasso di disoccupazione al 22,3%, più del doppio della media nazionale, non c’è certo da rallegrarsi”.
2019 dac