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Sicilia: Cgil, “precarie le previsioni programmatiche nel Defr” Mannino, “Prioritaria la spesa di 7 miliardi di fondi strutturali per infrastrutture. Chiediamo cronoprogramma . Inviato documento ad assessore regionale all’Economia

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Palermo, 20 lug- La Cgil Sicilia chiede al governo della regione un “cronoprogramma” per spendere i 7 miliardi di fondi strutturali disponibili per infrastrutture, specificando per ciascun programma “le risorse a disposizione, le quote di compartecipazione, lo stato di attuazione della spesa e il tasso di attivazione finanziaria”. La richiesta è contenuta in un documento a firma del segretario generale, Alfio Mannino, inviato all’assessore regionale all’economia, Gaetano Armao. Nei giorni scorsi governo e sindacati si erano incontrati per discutere del Defr 2020- 2022 e in quella sede è stato concordato l’invio delle proposte da parte di Cgil, Cisl e Uil, di cui il governo, riferisce la Cgil, avrebbe tenuto conto nella stesura definitiva del documento regionale di economia e finanza. “Le nostre sono proposte operative- dice Mannino- alla luce delle precarie e generiche previsioni programmatiche del documento finanziario regionale. Le nostre analisi- aggiunge- confermano che gli investimenti infrastrutturali sono una priorità assoluta per la nostra regione perché il quadro deficitario delle infrastrutture condiziona pesantemente lo sviluppo di tutti i comparti del sistema Sicilia. Con risorse proprie risicate, la Regione non può perdere l’occasione data dagli investimenti dei fondi strutturali”. Nella nota all’assessore all’economia , la Cgil esprime preoccupazione per lo scarto nel Defr tra il Pil tendenziale e quello programmatico “che addirittura si azzera a partire dal 2021 con l’evidenza che i pochi investimenti programmati non riusciranno a incidere sulla crescita del sistema produttivo”. La Cgil segnala anche che la Sicilia ha il più basso indice sintetico di competitività infrastrutturale (29,8%) tra le regioni italiane ed è al posto 207 tra le regioni d’Europa. Dei 7 miliardi di cui la Cgil sollecita la spesa , 2,7 sono previsti per il 2019 e 1,9 per il 2020. La Cgil nel documento sottolinea che “occorre anche prevedere una stima massima dell’impatto dell’investimento sul Pil regionale, valutare i tempi di realizzazione delle opere e le parti sociali dovranno essere ascoltate in seguito per la valutazione complessiva sulla realizzazione del Defr”.