Aree interne: Cgil, continua lo spopolamento nel calatino.a rischio diritti fondamentali. Fare decollare le Snai. Oggi focus sulla scuoa

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Mirabella Imbaccari (Ct), 8 nov- Continua lo spopolamento nei comuni più piccoli del calatino. In questi, la popolazione si è ridotta del 6%, pari a 4.660 persone in meno, dal 2001 al 2018.  Il dato è emerso nel corso di un convegno organizzato dalla Cgil Sicilia e dalla Camera del lavoro di Caltagirone, con la partecipazione della Flc Sicilia. Proprio Caltagirone, assieme a Granmichele, si è mantenuta stabile, raccogliendo il 70% della popolazione dell’area. L’emorragia ha riguardato dunque principalmente i comuni di Licodia, Mineo, Mirabella, San Cono, San Michele e Vizzini. ”Lo spopolamento è conseguenza delle mancate politiche di sviluppo delle aree interne – ha detto Ferruccio Donato, della Cgil Sicilia- da cui deriva anche la difficile fruizione di tre diritti fondamentali: istruzione, sanità, mobilità. Le Snai, strategia per le sviluppo delle aree interne, costituiscono oggi una  delle possibilità di intervento ma vanno superati i ritardi che ancora si registrano”.  Oggi la Cgil ha fatto un focus sui temi della scuola e dell’istruzione, rilevando le carenze esistenti. “Bisogna invertire il trend – ha detto Monica Genovese, della segreteria della Cgil regionale-  ed evitare di trovarsi nella condizione del cane che si morde la coda. Per quanto riguarda la scuola non può  cioè determinarsi l’equazione meno giovani/ meno offerta formativa, se no questi territori sono destinati alla desertificazione. Occorre invece investire sul tempo pieno –ha aggiunto- e sulle nuove tecnologie, anche per creare ponti con le aree più avanzate del paese e contemporaneamente lavorare per l’affermazione degli altri diritti, a partire da quello al lavoro, valorizzando innanizitutto le vocazioni territoriali”.
2019 dac