In breve

Covid-19: Sunia, Sicet e Uniat chiedono alla regione pacchetto coerente di interventi per disagio abitativo. “Misura varata insufficiente e rischia di creare discriminazioni”

Print Friendly, PDF & Email

Palermo, 8 aprile- Sulla misura varata ieri dalla Giunta regionale siciliana secondo la quale tutti gli assegnatari delle case popolari non dovranno pagare per 6 mesi il canone intervengono Sunia, Sicet e Uniat regionali , che nei giorni scorsi avevano chiesto tolleranza per gli assegnatari che non potevano pagare i canoni a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. I sindacati giudicano positivo l’intervento ma lo giudicano “parziale”. “Questo provvedimento , per il quale saranno impiegati 27 milioni di fondi  comunitari- sostengono i segretari regionali dei sindacati inquilini, Milazzo, Ferro, Sardo- se venisse varato senza ulteriori integrazioni creerebbe pesanti discriminazioni. Il beneficio- rilevano – è infatti  rivolto a tutta la platea degli assegnatari anchei coloro che non hanno subito conseguenze particolari a causa dell’emergenza sanitaria, a scapito di più utili interventi nel settore;  è discriminante inoltre nei confronti degli assegnatari delle case popolari dei comuni  per i quali non è previsto nessun beneficoi”. Sunia, Sicet e Uniat rilevano peraltro che “continua a non essere previsto alcun sostegno per le 150 mila famiglie in affitto  sul mercato privato che a causa della perdita del lavoro stanno affrontando difficoltà enormi e rischiano di perdere la casa “. Dai sindacati dunque alla regione la richiesta che “sul tema del disagio abitativo aggravato dall’emergenza corona virus venga varato un pacchetto di norme coerenti che non lasci senza supporto nessuna famiglia in disagio sociale anche per evitare che migliaia di famiglie siano a breve coinvolte da  massicce azioni di sfratto”.  I sindacati invieranno le loro richieste in merito all’Assemblea regionale.
2020 dac