In breve

Agricoltura:Cgil e Flai, a regolarizzazioni seguano misure per la legalità e la trasparenza del mercato del lavoro agricolo come l’istituzione del collocamento pubblico. Si migliorerebbe la situazione di tutti i lavoratori del comparto, dando un colpo al caporalato

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Palermo, 20 mag- “Le norme per la regolarizzazione dei migranti sono un primo importante passo per fare emergere le situazioni di sfruttamento in agricoltura , molto diffuse in Sicilia. Adesso devono però seguire misure di fondo, come l’istituzione del collocamento agricolo pubblico,  per affermare un mercato del lavoro trasparente e legale  e mettere fine ai fenomeni di caporalato”: lo sostengono in una nota congiunta i segretari generali della Cgil e della Flai Sicilia, Alfio Mannino e Tonino Russo.  I due esponenti sindacali chiedono anche alla Regione, “di dare immediata operatività con i necessari progetti alla messa in sicurezza  e alla creazione di condizioni di vita dignitose nei ghetti di Campobello di Mazara e Cassibile, per i quali la Finanziaria regionale ha stanziato oltre 700 milioni”. I lavoratori extracomunitari impegnati in Sicilia in agricoltura solo 17.800 e di questi il 37%, secondo le stime della Flai, sono in nero e sfruttati.  “Per loro – affermano Mannino e Russo- rivendichiamo condizioni di lavoro e di vita dignitose”. “Lo sfruttamento tuttavia- osservano  – non colpisce solo i lavoratori stranieri ma tutti i braccianti agricoli. L’avere avviato un processo di emersione con le regolarizzazione- dunque- sottolineano- produrrà vantaggi al complesso dei lavoratori dell’agricoltura, mettendo fine a forme improprie di concorrenza al ribasso tra i lavoratori e a odiosi fenomeni di caporalato. E questo avverrà- sottolineano i due esponenti sindacali- soprattutto se seguiranno la costituzione delle  sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità,  previste dalla legge 199/2016, e l’istituzione da parte della Regione, in virtù delle sue prerogative autonomiste, del collocamento agricolo pubblico, quale luogo di incontro trasparente della domanda e dell’offerta di lavoro”. I due esponenti sindacali rilevano che “lavoro di qualità e agricoltura di qualità vanno di pari passo. Le iniziative avviate con l’emergenza sanitaria e quelle che dovranno seguire sono dunque destinate anche a rilanciare il comparto e di questo il mondo imprenditoriale deve avere consapevolezza”.
2020 dac