In breve

Caporalato: Cgil e Flai lanciano la campagna “L’Isola senza catene”. Nelle prossime settimane iniziative nei luoghi della raccolta e pressing sugli sfruttatori e sulle aziende. “Sarà una grande mobilitazione perchè è evidente che quanto finora fatto non basta”. “Saremo nelle campagne come custodi del lavoro e dei diritti”

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Palermo, 10 giu –“L’Isola senza catene” :è il tema della grande campagna di mobilitazione della Cgil e della Flai  in Sicilia contro il caporalato  e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Dai prossimi giorni ci saranno iniziative “sul campo” e aumenterà il pressing sugli sfruttatori, sulle aziende e sulle istituzioni preposte per l’attuazione della normativa sul contrasto al caporalato, l’introduzione di nuove misure  e perché ci siano più efficaci iniziative di vigilanza e controllo. Dal sindacato anche un appello a tutto l’associazionismo democratico a “fare fronte comune”. Lo annunciano in una nota congiunta il segretario generale confederale Alfio Mannino e il segretario della Flai Tonino Russo. L’iniziativa, fa sapere il sindacato, sarà estesa assieme alle categorie di riferimento, anche all’edilizia e all’ambito dei servizi. “Nelle prossime settimane- spiegano Mannino e Russo- batteremo a tappeto le campagne e i luoghi dello sfruttamento, per dare un segnale forte della nostra presenza. Non ci sono solo i caporali e il loro controllo del territorio, c’è anche la Cgil che rappresenta e tutela i lavoratori e di questo intendiamo dare una rappresentazione  fisica, concreta. Saremo i custodi del lavoro e dei diritti e non esiteremo a denunciare anomalie e situazioni sospette e illegali, come abbiamo sempre fatto”. Ha una ripresa in grande stile dunque, dopo la tragica morte del  pakistano Siddique Adnan a Caltanissetta, l’iniziativa del sindacato contro la sfruttamento del lavoro. “I fatti di questi ultimi giorni- affermano Mannino e Russo- ci dicono che nonostante i tanti passi avanti fatti, la piaga è ancora aperta. Non ci limiteremo più dunque a rivendicare la riforma del mercato del lavoro agricolo con il collocamento pubblico della manodopera e l’istituzione delle sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualitòà, ma metteremo in campo, oltre alle iniziative dirette di vigilanza e denuncia, una mobilitazione in tutte le province affinchè le nostre richieste diventino realtà”. I due esponenti sindacali sottolineano che “l’attuazione della legge contro il caporalato 199/2016 deve diventare una priorità in tutta la regione, per creare “una vera sinergia tra istituzioni, sindacato e associazioni d’impresa per promuovere la legalità nella filiera agroalimentare, attraverso meccanismi che possano regolare il mercato del lavoro, il trasporto e l’accoglienza dei lavoratori, principali punti di interesse dei caporali e della criminalità”.
Cgil e Flai chiedono inoltre  l’istituzione di “elenchi di prenotazione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nel pieno rispetto della legalità e con un ruolo attivo dei centri per l’impiego diffusi sul territorio”. E degli  “indici di congruità, così da avere uno strumento utile per la difesa delle imprese sane e sostenere chi produce ricchezza e occupazione nel rispetto della legalità”. Il rispetto degli strumenti introdotti, quello dei contratti di lavoro e delle misure di sicurezza, dicono Mannino e Russo, “dovrà divenire condizione essenziale per ottenere i finanziamenti regionali delle misure del piano sviluppo rurale”.
Il sindacato chiede anche l’istituzione dell’osservatorio regionale  di contrasto al caporalato e  allo sfruttamento “con il coinvolgimento, dai rappresentanti dei lavoratori,  delle istituzioni fino agli organismi ispettivi, che potranno supportare l’amministrazione regionale nella definizione e attuazione del programma triennale operativo degli interventi”.
“Lo sfruttamento- affermano i segretari di Cgil e Flai- colpisce tutti i lavoratori. Particolarmente esposti sono  con evidenza gli stranieri- aggiungono-per i quali aggiungiamo la battaglia affinchè abbiano condizioni di vita dignitose, cosa ancora più urgente in tempi di emergenza sanitaria. A questo proposito- concludono Mannino e Russo -è essenziale  l’intervento dei Prefetti, anche in virtù dei nuovi poteri loro conferiti dall’inizio della pandemia, per allestire o requisire immobili”.
2020 dac