In breve

Zes: Mannino (Cgil), adesso che il governo nazionale ha firmato il decreto per la Sicilia, la Regione proceda alla riprogrammazione dei fondi europei per ulteriori aiuti alle imprese e per rafforzare ruolo e funzione delle Zes

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Palermo, 18 giu- “Ora che le due Zes siciliane hanno il via libera dal governo nazionale, che ha firmato il decreto che le approva, è fondamentale che il governo regionale proceda con tempestività in primo luogo con la rimodulazione dei fondi strutturali, senza i quali non solo non sarà possibile dare luogo alle previsioni della finanziaria regionale ma anche mettere a disposizione ulteriori aiuti alle imprese nell’ambito delle  Zes”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. “Il governo regionale, dopo l’approvazione del decreto sulle Zes siciliane, – rileva Mannino- ha annunciato il varo di un provvedimento legislativo per incrementare il credito di imposta da offrire ai nuovi investimenti. Mi preme rilevare – aggiunge- che in assenza di liquidità qualunque intervento sarà di fatto impossibile”. Il segretario della Cgil sottolinea che “le Zes sono un’opportunità da non perdere: al governo regionale chiediamo dunque la massima tempestività considerando peraltro che le altre Zes hanno già previsto nei piani di sviluppo strategico maggior agevolazioni in aggiunta di quelle nazionali, creando condizioni di attrattività”. Per Mannino “la rimodulazione dei fondi europei può essere una opportunità per rafforzare il ruolo e la funzione delle Zes, orientando tali fondi oltre che su istruzione e sanità verso la logistica: portuale, transizione ecologica dell’apparato produttivo, economia circolare e digitalizzazione”. Mannino chiede inoltre al governo regionale di ritirare il ricorso della Regione alla Corte Costituzionale relativo ala norma sul commissario governativo  a guida delle Zes.”Un conflitto istituzionale- sottolinea- non giova alla ricerca di investimenti”. “Oggi occorrono idee e progetti- conclude-, assumendoci l’onere delle scelte per cogliere questa opportunità e quelle previste dal Revovery fund e dal Piano sud 2030”.
2020 dac