In breve

Sicilia: Cgil su dati Istat, “Grave crisi con – 76 mila occupati nel II trimestre 2020 e aumento degli inattivi”. Mannino:“Il governo regionale esca dallo stallo per quanto riguarda i residui dei fondi strutturali e le risorse della finanziaria e investa per la ripresa dell’economia e dell’occupazione”

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Palermo, 11 set- “I dati Istat del II trimestre 2020 confermano la gravità della crisi economica in Sicilia, con un andamento peggiore rispetto al resto del Paese , cosa che ci fa dire che il governo regionale deve intanto darsi subito da fare per spendere i residui dei fondi strutturali e i fondi previsti dalla finanziaria regionale, pari a 1,4 miliari”. Lo dice il segretario regionale della Cgil Sicilia Alfio Mannino, commentando la rilevazione congiunturale dell’Istat : II trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. L’istituto centrale di statistica rileva una perdita di posti di lavoro del 5,5% rispetto al 3,6% del dato nazionale, con una diminuzione degli occupati di 76 mila unità (da 1.384.000 a 1.308.000). Il tasso di occupazione in Sicilia scende al 39,6%  (era il 41,7% nel II trimestre del 2019). Diminuisce anche il tasso di disoccupazione passando dal 20% al 15,6% “ma questo – spiega Beppe Citarrella, responsabile del Cerdfos- accade a causa dell’aumento del numero degli inattivi che segnano un   + 151.000, di cui 74 mila donne,  passando da 1.544.000 a 1 .695.000” . Di conseguenza sale il tasso di inattività passando da 47.7% a 52,9%. “Crescono in pratica gli scoraggiati- commenta Mannino- come mostra anche il dato di coloro che cercano occupazione che scende dai 346.000 dell’anno scorso a 242.000 di quest’anno”. Anche l’andamento dei vari settori produttivi “rivela dinamiche particolari”, rileva la Cgil.  Mentre crollano i servizi con 73 mila occupati in meno, di cui 27 mila nei settori commercio, alberghiero e ristorazione  e – 46 mila in altre attività. Mentre l’agricoltura segna un 21 occupati, in crescita è l’industria con + 16.000 addetti nelle costruzioni e +2.000 nell’industria n senso stretto. “Si tratta però di un crescita apparente – afferma Mannino- dovuta non a un reale aumento degli occupati ma all’emersione del lavoro nero ai fini dell’ottenimento della cassa integrazione. C’è dunque da chiedersi cosa accadrà quando la cassa integrazione finirà – sottolinea Mannino- e la risposta è scontata: un crollo verticale degli occupati”. “ Il punto- dice Mannino- sarà spendere ben le risorse europee che arriveranno, a partire dal Recovey found, in maniera organica, coordinata, su obiettivi ben definiti ed evitandone la frammentazione, ma in attesa che questo accada il governo regionale deve uscire dall’immobilismo  e adoperarsi- rimarca il segretario della Cgil-  per assicurare gli investimenti della finanziaria e dei residui dei fondi strutturali”.
2020 dac