Ivg: la Cgil incalza il governo regionale, “Subito la ricognizione e l’atto di indirizzo alle Asp affinchè  l’Ivg sia garantita in tutta la Sicilia. Dare seguito alle indicazioni della sentenza della Corte Costituzionale  sulla legge siciliana è un atto dovuto

“Vigileremo sul rispetto degli impegni presi dall’Assessora alla Salute nell’audizione in Commissione sanità dell’Ars”

Palermo – “La sentenza della Corte costituzionale sulle legge siciliana sui medici non obiettori parla chiaro: l’Ivg ai sensi della legge 194/78 va garantita. L’assessorato regionale alla Salute emani subito gli atti di indirizzo alle Asp e faccia una ricognizione su tutto il territorio siciliano. Agli impegni presi verbalmente seguano gli atti concreti”. Lo scrivono in una nota la segretaria confederale Cgil Sicilia Gabriella Messina e la responsabile Cgil per le politiche di genere Elvira Morana.

Due giorni fa l’audizione della Cgil in Commissione Sanità, nel corso della quale l’assessora Daniela Faraoni, ha dichiarato che ci sarebbero stati gli atti di indirizzo alle Asp. “In ballo – affermanio le due esponenti della Cgil si sono i diritti alla salute e all’autodeterminazione delle donne per cui Cgil e reti non hanno mai smesso di dare battaglia e che la Corte Costituzionale con la sua sentenza conferma sollecitandone l’esigibilità. Noi auspichiamo che alle parole seguano fatti concreti e immediati”.
“La sentenza della Consulta- aggiungono le due esponenti sindacali- è importante e dà forza alla mobilitazione della Cgil e delle reti delle donne che avevano salutato positivamente la legge regionale sulle assunzioni di medici non obiettori, poi impugnata dal governo”.

Le due esponenti della Cgil hanno anche chiesto alla esponente del governo “una lettura compiuta della situazione rendendo pubblici i dati, visto che dalle relazioni ministeriali si evincono dati parziali, incompleti, dai quali si deduce la mancanza di medici non obiettori in molti presidi, disparità territoriali, eccessivo carico di lavoro per alcuni, un diritto insomma non sempre garantito. Alla ricognizione- per il sindacato- devono seguire azioni concrete per reintegrare le aree funzionali di personale non obiettore”.

“Per quanto riguarda le procedure per l’aborto farmacologico, le esponenti della Cgil hanno sottolineato la “necessità di rafforzare i consultori”.