Caro affitti: Cgil, Sunia e Udu con gli studenti per il diritto allo studio e per la soluzione del disagio abitativo. “la soluzione nella realizzazione di edilizia residenziale universitaria pubblica e in adeguate politiche per le città”
PaIermo, 14 mag- “Il caro affitti nelle città universitarie italiane penalizza ancora una volta le famiglie a reddito medio o medio basso del Meridione che non sono in condizioni di sostenere le scelte delle loro figlie e dei loro figli. Il problema è la conseguenza dell’assenza di politiche pubbliche per le città e per l’abitare e della mancanza di programmazione, che mettono a dura prova migliaia di nuclei familiari e gli studenti”. Lo sostengono in una nota congiunta Cgil, Sunia e Udu siciliani. “ Il problema per gli studenti – affermano- si può risolvere solo con la realizzazione di edilizia residenziale universitaria pubblica ,anche attraverso gli Istituti autonomi e gli Enti per il diritto allo studio.
Occorre comunque pensare a piani – sottolineano- che contemplino anche la soluzione del problema del disagio abitativo per una più ampia platea. In questo quadro- sostengono Cgil, Sunia e Udu- l’utilizzo di immobili pubblici dismessi messi a disposizione dall’agenzia del demanio potrebbe essere una soluzione utile ed opportuna”. “La battaglia degli studenti per il diritto allo studio in città accoglienti e solidali dove il diritto a vivere e ad abitare sia un diritto per tutte e tutti – prosegue la nota – è una battaglia che sosteniamo e facciamo nostra. Da tempo chiediamo soluzioni per il caro affitti che assieme all’utilizzo per fini turistici degli immobili, sta contribuendo a espellere migliaia di nuclei familiari dai centri urbani”. Le tre sigle rilevano che “nelle città siciliane il costo pagato dai ragazzi e dalle ragazze fuori sede non si limita al canone ma è ulteriormente aggravato dalla fatiscenza degli immobili, dalla irregolarità dei contratti e dall’inefficienza e dalla vetustà degli impianti elettrici che determinano costi insostenibili per i servizi”.
Cgil, Sunia, Udu sottolineano dunque la necessità di aprire tavoli di confronto sia a livello nazionale che regionale coinvolgendo gli Atenei, gli Enti per il Diritto allo studio, le rappresentanze degli studenti e dei sindacati. degli inquilini e confederali “per definire piani per il diritto allo studio e alla città per le ragazze e i ragazzi e per un utilizzo ottimale dei fondi del Pnrr che allo stato attuale sembra siano stati dirottati su progetti di Housing sociale realizzati e gestiti dai privati che ridurranno i costi per gli studenti di meno del 10%”.