Transizione energetica: Cgil e Filctem Sicilia, “Servono programmazione concretezza e percorsi condivisi. Ne trarrebbero benefici l’economia, l’occupazione, la collettività

“ Tra le grandi opportunità offerte dallo sviluppo delle energie rinovabili in Sicilia, da tutti riconosciute e la concreta realizzazione dei progetti è necessaria coerenza.

Ci vuole una visione politica unitaria e strategica e una maggiore concretezza nell’ambito di percorsi condivisivi tra tutti gli attori in ballo”. E’ la posizione espressa dalla Cgil e dalla Filctem regionali che, con la segretaria confederale Gabriella Messina Pino Foti, segretario generale della Filtcem Sicilia e Francesco Lannino, della segreteria della Filctem sono intervenute a una tavola rotonda nell’ambito dell’evento organizzato a Palermo da Thik Tank Transizione Energetica e Rinnovabili, Powered by Core Thinking Connections ed Enel sul tema “Transizione Energetica in Sicilia: Prospettive e Opportunità”.
Foti ha sottolineato che “i progetti troppo spesso rimangono impantanati in macchinosi iter autorizzativi. Una maggiore concretezza non guasterebbe – ha sottolineato- e i benefici sarebbero enormi”. Nell’ambito del convegno è emerso che oggi la Sicilia è oggi in ritardo rispetto agli obiettivi 2030, con realizzazioni di circa il 40%.
“Dalle rinnovabili- ha sottolineato Gabriella Messina-possono venire ricadute importanti per l’economia e per l’occupazione. Ma verrebbe anche un grande contributo in termini di riduzione di costi, argomento rilevante soprattutto oggi che si prospetta una crisi energetica e il caro bolletta legati alla guerra in Medio Oriente, elementi che aumenterebbero le disuguaglianze”.
Dagli esponenti di Cgil e Filctem sono stati sottolineate le necessità di “allocazioni in Sicilia delle filiere, di una impiantistica adeguata e del ruolo importante dei grandi player”. “Una sana programmazione- ha rilevato Lannino- deve puntare anche alla filiera manufatturiera di fabbricazione di tutta la componentistica, hardware e software, degli impianti solari ed eolici.
Un processo virtuoso porterebbe a “soddisfare pienamente il fabbisogno interno dell’isola- hanno sottolineato Foti e Lannino- attestandoci tra i maggiori produttori ed esportatori di energia prodotta da fonti rinnovabili”.
Anche la produzione idroelettrica, per Cgil e Filctem, può essere notevolmente incrementata attraverso il ripristino e, in alcuni casi, l’ampliamento della capienza degli attuali bacini. Al contempo, la realizzazione di nuovi bacini per centrali idroelettriche di pompaggio, importanti per l’accumulo e il bilanciamento della rete ad alta e altissima tensione e indispensabili per la piena funzionalità degli impianti di energia rinnovabili, sarebbero anche una straordinaria occasione di razionalizzazione e ammodernamento del sistema idrico, sia per uso umano he irriguo”.