Necessario un modello di formazione professionale più incisivo e in grado di dare risultati concreti sul terreno dell’occupabilità
Palermo, 25 feb- “Garantire la continuità agli interventi finanziati e accelerare la spesa sono per la formazione professionale due obiettivi importanti. Esprimiamo tuttavia forti perplessità sull’effettiva capacità di corsi brevi di produrre competenze solide, strutturate e realmente spendibili nel mercato del lavoro”.Lo affermano Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia e Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil regionale a proposito delle comunicazioni ricevute nel dall’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale sulle tempistiche delle nuove finestre degli Avvisi 6 e 7. “Si tratta di indicazioni attese da operatori, enti e lavoratori del comparto- specificano- che intervengono in un contesto già segnato da ritardi, incertezze procedurali e criticità gestionali che negli ultimi anni hanno inciso negativamente sulla qualità e sull’efficacia del sistema della formazione professionale in Sicilia. Di esse prendiamo atto. La formazione degli adulti, specie in una fase di profonde trasformazioni tecnologiche ambientali e produttive – aggiungono Messina e Rizza- non può essere ridotta tuttavia a percorsi frammentati e di breve durata che rischiano di certificare competenze solo formali, prive di reale impatto occupazionale”. I due esponenti sindacali sottolineano che “i ritardi accumulati e le criticità emerse nel recente passato devono costituire un serio momento di riflessione istituzionale e politica. È necessario ripensare un modello di formazione maggiormente incisivo- affermano- per risultati misurabili in termini di occupabilità, qualità del lavoro e sviluppo territoriale. Allo stesso tempo, occorre un utilizzo più oculato e strategico delle risorse economiche- rilevano- affinché ogni euro investito produca valore aggiunto per i lavoratori, per le imprese e per il sistema produttivo regionale.
Cgil e Flc chiedono dunque “l’attivazione immediata di un tavolo di confronto permanente che coinvolga l’Assessorato competente e quello al lavoro, le organizzazioni sindacali, le parti datoriali e il mondo del lavoro. Solo attraverso un reale screening del fabbisogno formativo dei diversi comparti produttivi siciliani – sottolineano- sarà possibile programmare interventi coerenti con le esigenze del territorio, superando logiche emergenziali e frammentarie.
“Occorre un punto di vista e una strategia unitaria- sostengono Cgil e Flc- per superare i gap col resto del Paese, collegando le politiche formative con le politiche attive del lavoro e con le misure di inclusione sociale. Preoccupa in questo contesto che non sia stato ancora nominato il nuovo assessore al lavoro. La Sicilia – concludono Messina e Rizza-non può permettersi ulteriori ritardi: serve una visione chiara, una programmazione pluriennale stabile e un confronto strutturato con le parti sociali per costruire un sistema formativo all’altezza delle trasformazioni in atto e delle aspettative di lavoratori e imprese.
